Roma, 21 ott. (Apcom) – I lefebvriani non sono ancora rientrati
pienamente nella Chiesa cattolica, ma la porta è già spalancata
per un altro gruppo di tradizionalisti: quelli anglicani. Il Papa
ha dato il suo beneplacito all’ingresso di gruppi di fedeli
anglicani che hanno deciso di convertirsi al cattolicesimo dopo
le annose frizioni con l’ala ‘liberal’ della Chiesa anglicana
sull’ordinazione di donne e gay e sulla benedizione di coppie
omosessuali.
Per questi fedeli dell’anglicanesimo – una Chiesa strutturata in
comunità nazionali autonomi chiamata, per questo, Comunione
anglicana – si conclude, così, una frattura lunga 450 anni. Da
quando, cioè, nel 1534, Re Enrico VIII creò una Chiesa tutta sua
dopo che il Papa non gli aveva concesso il divorzio che gli
permetteva di sposare Anna Bolena. Certo, da allora “molti
anglicani sono entrati individualmente nella piena comunione con
la Chiesa Cattolica” e “talvolta sono entrati anche gruppi di
anglicani”, sottolinea una nota del Vaticano. Basti pensare
all’ex premier britannico Tony Blair, entrato in Santa Romana
Chiesa dopo aver lasciato l’appartamento del numero 10 di Downing
Street. La decisione di Ratzinger, tuttavia, è epocale.
Approvando una Costituzione apostolica ‘ad hoc’, il Papa ha dato
il via libera all’istituzione di ‘Ordinariati Personali’ sul
modello degli ordinariati militari che permetteranno ai fedeli
anglicani di entrare nella “piena comunione” con la Chiesa
Cattolica, “conservando – specifica una nota della Congregazione
per la dottrina della fede – elementi dello specifico patrimonio
spirituale e liturgico anglicano”. La Costituzione deve essere
ancora pubblicata (sono in corso gli ultimi ritocchi giuridici e
linguistici), né è chiaro quanti fedeli convertiti saranno
coinvolti. Ma si prospetta un vero e proprio travaso di fedeli da
una Chiesa all’altra mentre nella Comunione anglicana c’è già chi
parla di uno scisma.
Ska
MAZ
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