Nuovo Piano Aeroporti, spunta l’ipotesi voli intercontinentali da Linate: cresce la preoccupazione su Malpensa

Nella bozza del Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 compare la possibilità di aprire lo scalo milanese a rotte extra Ue oltre i 1.500 chilometri

Non è ancora stato approvato ufficialmente, ma il nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 sta già facendo discutere, soprattutto nell’area di Malpensa e nelle province lombarde legate al sistema aeroportuale del Nord Italia.

Al centro del dibattito c’è una proposta contenuta nella bozza del documento presentato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla presenza del ministro Matteo Salvini, dei rappresentanti istituzionali e degli operatori del settore. Secondo quanto anticipato dal Corriere della Sera, il testo ipotizza infatti una possibile apertura dell’aeroporto di Linate a nuove rotte extra Unione Europea anche oltre il limite dei 1.500 chilometri.

Voli business e compagnie tradizionali

La proposta riguarderebbe collegamenti operati esclusivamente con velivoli in configurazione business e gestiti da compagnie aeree tradizionali, escludendo quindi sia il traffico low cost sia quello dell’aviazione privata.

L’obiettivo indicato nel documento sarebbe quello di offrire ai vettori «una maggiore efficienza e una più ampia scelta nel definire i loro servizi di linea», intercettando una fascia di passeggeri business e alto-spendenti interessati a collegamenti diretti da Milano verso destinazioni intercontinentali.

In pratica, Linate potrebbe diventare uno scalo dedicato anche a tratte premium di lungo raggio, rivolte soprattutto al traffico d’affari.

Il nodo Malpensa

L’ipotesi ha immediatamente acceso il dibattito perché rischierebbe di sottrarre traffico e passeggeri a Malpensa, che oggi rappresenta il principale aeroporto intercontinentale della Lombardia.

L’attuale equilibrio tra gli aeroporti milanesi è regolato dal decreto ministeriale del 1° settembre 2022 firmato dall’allora ministro Enrico Giovannini. La normativa stabilisce precisi limiti operativi per Linate:

  • voli entro i 1.500 chilometri;
  • destinazioni limitate all’Unione Europea;
  • utilizzo di aeromobili a corridoio singolo;
  • collegamenti esclusivamente punto a punto.

Il decreto era stato introdotto proprio per evitare sovrapposizioni tra gli scali di Linate, Malpensa e Bergamo, definendo il ruolo strategico di ciascun aeroporto e sostenendo il rilancio di Malpensa dopo il ridimensionamento seguito all’uscita di Alitalia.

Una modifica complessa

L’eventuale apertura di Linate ai voli intercontinentali richiederebbe però una modifica normativa non semplice da realizzare. Le regole attualmente in vigore, infatti, sono inserite in un quadro approvato anche a livello europeo.

Per questo motivo, al momento si tratta soltanto di una proposta contenuta nella bozza del Piano Nazionale degli Aeroporti elaborato da Enac in collaborazione con il Ministero.

Le reazioni

Nonostante il documento non sia ancora definitivo, il tema sta già generando forte attenzione tra operatori aeroportuali, lavoratori e territori legati a Malpensa.

Tra gli addetti ai lavori e negli ambienti vicini allo scalo varesino circola già un messaggio chiaro: «Nessuno tocchi Malpensa». Un segnale che lascia intuire quanto il confronto sul futuro del sistema aeroportuale lombardo sia destinato a diventare centrale nei prossimi mesi.