Viola i domiciliari sette volte in due settimane: dal giudice arriva il trasferimento in carcere

Un 42enne della provincia di Varese ha ignorato ripetutamente le prescrizioni della misura cautelare. Decisiva la richiesta della Procura dopo una lunga serie di violazioni accertate dai carabinieri

Una lunga serie di violazioni delle prescrizioni imposte dagli arresti domiciliari è costata il trasferimento in carcere a un uomo di 42 anni residente in provincia di Varese. Il giudice ha infatti disposto l’aggravamento della misura cautelare dopo aver preso atto di numerosi episodi contestati nell’arco di poco più di due settimane.

Tra il 13 e il 27 maggio, secondo quanto emerso dagli accertamenti effettuati dai carabinieri e raccolti dalla Procura, l’uomo avrebbe disatteso le regole previste dai domiciliari in almeno sette occasioni, dimostrando una costante incapacità di rispettare le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.

Il primo episodio risale al 13 maggio, quando durante un controllo domiciliare i militari hanno trovato l’uomo regolarmente in casa ma in possesso di alcuni grammi di hashish appoggiati su un tavolo dell’abitazione.

Due giorni più tardi, il 15 maggio, un nuovo controllo ha invece accertato l’assenza del 42enne dal domicilio. Il 19 maggio l’uomo si è poi presentato spontaneamente in caserma per denunciare lo smarrimento di un documento, circostanza che avrebbe confermato un ulteriore allontanamento non autorizzato dall’abitazione.

Nella stessa giornata è stato inoltre contestato l’abbandono del pronto soccorso dove era stato accompagnato, senza attendere il previsto rientro presso il domicilio sottoposto a controllo.

Le successive verifiche hanno evidenziato ulteriori irregolarità. Il 20 maggio, durante un controllo, nell’abitazione è stata trovata una persona che non avrebbe dovuto essere presente secondo le prescrizioni imposte dalla misura cautelare.

Il 24 maggio i carabinieri hanno accertato la presenza di un altro ospite all’interno dell’appartamento, mentre il 27 maggio, durante un controllo notturno, nell’abitazione sono state trovate altre due persone, entrambe già note alle forze dell’ordine.

La sequenza degli episodi è stata trasmessa alla Procura che, valutata la reiterazione delle violazioni, ha chiesto l’aggravamento della misura cautelare. Una richiesta accolta dal giudice, che ha disposto la custodia cautelare in carcere ritenendo incompatibile il comportamento dell’uomo con la prosecuzione degli arresti domiciliari.

Per il 42enne si sono così aperte le porte del carcere dei Miogni, dove sconterà la nuova misura disposta dall’autorità giudiziaria in attesa degli sviluppi del procedimento.