Si intensifica il confronto tra lavoratori e azienda alla Ibs Tecnology di Tradate. Per venerdì 5 giugno è stato proclamato uno sciopero aziendale di otto ore che coinvolgerà tutti i turni di lavoro e il personale impiegatizio. Per l’intera giornata è inoltre previsto un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di via Carlo Magni.
L’iniziativa rappresenta l’ultimo capitolo di una mobilitazione avviata nelle scorse settimane e accompagnata dal blocco degli straordinari e della flessibilità lavorativa. Alla base della protesta vi è il mancato raggiungimento di un accordo sul contratto integrativo aziendale, oggetto di confronto tra le parti da diversi mesi.
Secondo quanto riferito dalla Fiom Cgil, le trattative non avrebbero prodotto risultati concreti sulle principali richieste avanzate dai lavoratori. Dopo una lunga fase negoziale, ad aprile le Rappresentanze sindacali unitarie hanno quindi dichiarato lo stato di agitazione.
Il sindacato sostiene che l’azienda abbia escluso l’introduzione di un Premio di Risultato e la possibilità di riconoscere incrementi salariali strutturali, limitandosi a formulare una proposta economica circoscritta al lavoro notturno, ritenuta insufficiente dai dipendenti.
La posizione aziendale è stata respinta all’unanimità dai lavoratori durante le assemblee svolte all’inizio di maggio. Da quel momento è partito un primo pacchetto di otto ore di sciopero, seguito il 22 maggio da una seconda iniziativa che ha previsto due ore di astensione dal lavoro a fine turno.
Con la mobilitazione programmata per venerdì, il monte complessivo delle ore di sciopero raggiungerà quota sedici nell’arco di circa sei settimane, segnale di una vertenza che continua a registrare una forte partecipazione da parte dei dipendenti.
La piattaforma sindacale non si limita agli aspetti retributivi. Tra le richieste avanzate figurano l’introduzione di un Premio di Risultato collegato alle performance produttive dello stabilimento di Tradate, aumenti salariali erogati direttamente in busta paga anziché attraverso strumenti di welfare aziendale e l’adozione di misure finalizzate a migliorare l’equilibrio tra vita privata e attività lavorativa.
In assenza di un’intesa tra le parti, la vertenza resta aperta e il presidio previsto davanti ai cancelli dello stabilimento rappresenterà un nuovo momento di pressione nei confronti dell’azienda per riaprire il confronto sulle richieste avanzate dai lavoratori.













