Sicurezza dei ciclisti, dal Parlamento europeo l’appello per regole comuni e maggiore tutela sulle strade

A Bruxelles istituzioni, sportivi ed esperti a confronto in occasione della Giornata mondiale della bicicletta. Al centro del dibattito sicurezza, educazione stradale e innovazione normativa

La sicurezza dei ciclisti e il ruolo sempre più centrale della bicicletta nella mobilità del futuro sono stati al centro del convegno “La bicicletta al centro della mobilità, sicurezza e innovazione normativa”, ospitato al Parlamento europeo di Bruxelles in occasione della Giornata mondiale della bicicletta.

L’iniziativa, promossa dalla vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna e sostenuta dall’eurodeputata Lara Magoni, ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, della Federazione Ciclistica Italiana, del mondo sportivo e del paraciclismo per affrontare le sfide legate alla sicurezza stradale e alla diffusione della mobilità sostenibile.

Ad aprire e chiudere i lavori è stato il presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Cordiano Dagnoni, che ha evidenziato il valore formativo del ciclismo e la crescita registrata dal settore negli ultimi anni. Nel suo intervento ha sottolineato come la bicicletta sia diventata, soprattutto dopo la pandemia, uno strumento sempre più utilizzato per il benessere personale, il tempo libero e gli spostamenti quotidiani, rendendo ancora più urgente il tema della sicurezza.

Durante il convegno sono stati presentati contributi dedicati agli aspetti normativi e infrastrutturali della mobilità ciclistica. Tra i relatori anche l’avvocato Carlo Moriconi, il presidente dei giudici di gara Enrico Fontana e l’ambasciatrice d’Italia in Belgio Federica Favi, che hanno approfondito il ruolo della prevenzione, delle regole e della progettazione delle infrastrutture a favore degli utenti più vulnerabili della strada.

La richiesta di una strategia europea condivisa

Nel corso dell’incontro è emersa la necessità di rafforzare le politiche europee sulla sicurezza stradale, promuovendo criteri comuni tra i diversi Paesi membri. Antonella Sberna ha evidenziato come la bicicletta rappresenti oggi non soltanto un mezzo di trasporto sostenibile, ma anche uno strumento di promozione della salute e valorizzazione dei territori.

Lara Magoni ha invece richiamato l’attenzione sulla crescente preoccupazione delle famiglie rispetto alla sicurezza dei giovani atleti che si allenano sulle strade. L’eurodeputata ha ricordato che la normativa europea già impone di considerare pedoni e ciclisti nella progettazione delle infrastrutture, ma ha evidenziato la necessità di compiere ulteriori passi avanti per ridurre il numero degli incidenti e delle vittime.

Tra i temi affrontati anche quello dell’utilizzo del casco, considerato uno strumento fondamentale per limitare le conseguenze degli incidenti e aumentare la protezione dei ciclisti.

La testimonianza di Claudia Cretti

Particolarmente significativa è stata la testimonianza di Claudia Cretti, che ha ripercorso il grave incidente subito durante il Giro d’Italia femminile del 2017 e il lungo percorso di recupero che l’ha riportata all’attività agonistica nel paraciclismo.

L’atleta ha evidenziato l’importanza dei dispositivi di protezione e della diffusione di una cultura della sicurezza basata sul rispetto reciproco tra tutti gli utenti della strada, richiamando l’attenzione sulle esigenze delle persone più esposte ai rischi della circolazione.

Sicurezza come responsabilità condivisa

A chiudere il confronto dal punto di vista sportivo è stato Ivan Gotti, due volte vincitore del Giro d’Italia, che ha sottolineato come la sicurezza stradale debba essere il risultato dell’impegno congiunto di ciclisti, automobilisti e istituzioni.

Dal convegno di Bruxelles è così emerso un messaggio condiviso: la crescita della mobilità ciclistica richiede infrastrutture adeguate, regole chiare, educazione stradale e una maggiore consapevolezza collettiva. Solo attraverso un approccio integrato e una collaborazione tra tutti gli attori coinvolti sarà possibile rendere le strade europee più sicure per chi sceglie di muoversi in bicicletta.