CRANS-MONTANA – Il dolore di una madre irrompe nell’aula del tribunale e si trasforma in una dura replica alle parole pronunciate da Jessica Moretti. Al centro del confronto c’è la tragedia del Constellation di Crans-Montana, dove a Capodanno perse la vita Arthur Brodard-Sitre, morto a soli 16 anni nell’incendio che sconvolse la località svizzera.
Jessica Moretti, comparsa davanti ai magistrati insieme al marito Jacques, ha reso dichiarazioni spontanee ribadendo la volontà di collaborare con gli inquirenti. Nel suo intervento ha inoltre sostenuto di essere stata bersaglio di “falsità che ci hanno distrutto”.
Parole che hanno provocato la reazione di Laetitia Brodard-Sitre, madre del ragazzo scomparso nel rogo. La donna ha contestato con fermezza il riferimento alla devastazione evocato da Moretti, contrapponendolo alla perdita subita dalla propria famiglia.
“Essere devastati significa non poter abbracciare i propri figli”, ha affermato. Quindi ha aggiunto: “Quando si può rientrare a casa e poter abbracciare i propri figli tutte le mattine, questo non è essere devastati”.
Un intervento che va oltre il piano strettamente giudiziario e richiama il peso umano della tragedia. Da una parte la posizione di Jessica Moretti, che ha confermato l’intenzione di collaborare con gli investigatori; dall’altra il dolore della famiglia di Arthur, riemerso con forza nel corso dell’udienza.













