La proposta di trasformare Busto Arsizio in co-capoluogo della provincia di Varese si prepara a compiere il primo passo istituzionale. Dopo il dibattito avviato in città, l’iniziativa potrebbe presto arrivare in Parlamento grazie all’impegno dell’onorevole Manuela Maffioli, chiamata a tradurre il progetto in una proposta legislativa.
Il percorso prenderà avvio in ambito locale. Il sindaco Emanuele Antonelli ha annunciato l’intenzione di portare una mozione sul tema all’attenzione del Consiglio comunale, con l’obiettivo di discuterla già nella seduta del 30 giugno. Il primo cittadino auspica un sostegno trasversale all’iniziativa, ritenendo il riconoscimento di Busto Arsizio come co-capoluogo un’opportunità per l’intero territorio.
A raccogliere il testimone a livello nazionale sarà Manuela Maffioli, deputata bustocca e assessore comunale con delega alla Cultura e all’Identità. La parlamentare ha espresso apprezzamento per la proposta avanzata dal capogruppo leghista Simone Orsi e dall’ex ministro Francesco Enrico Speroni, promotori dell’idea.
«Per la mia città sono pronta a mettere a disposizione il mio ruolo istituzionale», ha spiegato Maffioli, precisando tuttavia che il progetto si trova ancora in una fase preliminare e che sarà necessario un confronto ampio con tutto il territorio provinciale prima di procedere con i passaggi successivi.
Nel frattempo sono già stati avviati i primi approfondimenti tecnici con gli uffici legislativi della Camera per valutare la fattibilità dell’iniziativa e definire il percorso normativo necessario. Un iter che si annuncia complesso anche per i tempi parlamentari, considerando che l’attuale legislatura si avvia verso la sua fase conclusiva.
Alla base della proposta vi è la volontà di riconoscere il ruolo assunto da Busto Arsizio negli ultimi decenni. Oltre al dato demografico, che vede la città superare stabilmente Varese per numero di abitanti, i sostenitori del progetto evidenziano la presenza di infrastrutture strategiche, servizi, impianti sportivi, attività culturali e realtà economiche che ne fanno uno dei principali poli della provincia.
Secondo Maffioli, il territorio varesino presenta già oggi due aree di riferimento ben distinte, una a nord e una a sud della provincia, caratterizzate da specificità differenti ma complementari. La proposta di co-capoluogo, sostiene la parlamentare, non intende mettere in discussione il ruolo di Varese, bensì valorizzare una realtà territoriale che ha assunto nel tempo una crescente centralità.
L’obiettivo dichiarato è quello di superare le tradizionali contrapposizioni campanilistiche e costruire una visione più moderna dell’assetto provinciale, capace di riconoscere il contributo e il peso strategico delle diverse comunità che compongono il territorio.
Il dibattito è solo all’inizio, ma la questione promette già di aprire un confronto destinato a coinvolgere amministrazioni, istituzioni e cittadini dell’intera provincia.













