Omicidio Limido, chiesto l’ergastolo per Manfriati: «Delitto maturato dopo lo stalking»

Omicidio Limido, chiesto l’ergastolo per Manfriati: «Delitto maturato dopo lo stalking»
Adesso il procedimento proseguirà il 17 luglio con l’intervento della difesa. La sentenza è attesa a settembre (foto d'archivio)

VARESE – La richiesta della procura è arrivata al termine di una lunga requisitoria davanti alla Corte d’Assise di Varese: per Marco Manfrinati, imputato per l’omicidio di Fabio Limido e il tentato omicidio della figlia Lavinia, la pm Claudia Maria Contini ha chiesto l’ergastolo con un anno di isolamento diurno.

Nel suo intervento, la rappresentante dell’accusa ha ricostruito i fatti del 6 maggio 2024 collegandoli anche ai precedenti procedimenti per stalking nei confronti della famiglia delle parti offese. «Un quadro» composto dall’episodio dell’aggressione e da un «contorno» di vicende precedenti, secondo la metafora utilizzata dalla pm.

Contini ha sostenuto che l’azione fosse premeditata, citando alcuni messaggi attribuiti all’imputato e analizzando le aggravanti contestate: dalla minorata difesa della moglie e del suocero alla crudeltà, fino al collegamento con le condotte persecutorie. Esclusa, secondo la procura, anche l’ipotesi della legittima difesa rispetto al tentativo del suocero di intervenire in difesa della figlia.

Nel processo è stato affrontato anche il tema della capacità di intendere e di volere. Il perito nominato dalla Corte e i consulenti della procura e delle parti civili hanno escluso una compromissione dell’imputabilità. Di diverso parere il consulente della difesa, che ha sostenuto un vizio parziale di mente.

Dopo la requisitoria, il procedimento proseguirà il 17 luglio con l’intervento della difesa. La sentenza è attesa a settembre.

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