Neutalia, il revamping entra nel vivo: lavori fino a novembre. Brumana rilancia: «L’impianto va spento»

Neutalia, il revamping entra nel vivo: lavori fino a novembre. Brumana rilancia: «L’impianto va spento»
Procede secondo il cronoprogramma l'ammodernamento del termovalorizzatore di Borsano. Prevista una fermata totale di 70 giorni tra settembre e novembre. L'ex consigliere comunale torna a chiedere la chiusura dell'impianto richiamando il principio di precauzione

BUSTO ARSIZIO – Prosegue secondo il cronoprogramma il revamping del termovalorizzatore Neutalia di Borsano. Durante la presentazione del bilancio di AMGA, i vertici della società hanno fatto il punto sull’importante intervento di ammodernamento dell’impianto, confermando che il cantiere è ormai pienamente operativo e accompagnerà l’attività fino ai primi giorni di novembre.

«Il revamping è in itinere – hanno spiegato i responsabili –. Sta proseguendo il cantiere relativo all’installazione della nuova turbina ed è partito anche l’intervento che interesserà l’intero ciclo termico dell’impianto».

Fermate programmate e stop totale di 70 giorni

I lavori saranno realizzati per fasi e comporteranno la fermata alternata delle due linee del termovalorizzatore, così da limitare l’impatto sull’operatività.

La fase più delicata è prevista tra settembre e novembre, quando l’impianto sarà completamente fermo per circa 70 giorni. Si tratta di uno stop indispensabile per eseguire gli interventi che non consentono il funzionamento nemmeno di una delle due linee.

«Il cantiere sta procedendo come previsto e nel pieno rispetto del cronoprogramma», hanno ribadito i vertici di Neutalia.

Durante il periodo di fermo, i rifiuti saranno conferiti agli altri termovalorizzatori lombardi grazie agli accordi di mutuo soccorso già esistenti tra gli impianti della regione.

Il monitoraggio con le api

Nel corso dell’incontro si è parlato anche del progetto di biomonitoraggio ambientale realizzato attraverso le arnie installate nei pressi dell’impianto.

La società ha precisato che il sistema rappresenta uno strumento complementare rispetto alle tradizionali centraline di rilevamento della qualità dell’aria. Le api, entrando quotidianamente in contatto con il territorio circostante, consentono infatti di raccogliere informazioni più ampie sullo stato dell’ambiente, pur senza permettere di attribuire eventuali contaminazioni a una specifica fonte emissiva.

Brumana: «Il revamping non elimina i rischi»

L’avanzamento dei lavori non modifica però la posizione di Franco Brumana, ex consigliere comunale di Legnano e da anni tra i principali oppositori dell’inceneritore di Borsano.

Brumana richiama ancora una volta i risultati dell’indagine epidemiologica realizzata da ATS Città Metropolitana e ATS Insubria, sostenendo che «pur in assenza della dimostrazione delle causalità individuali, si deve ritenere accertata una causalità collettiva» tra le emissioni dell’impianto e gli eccessi di mortalità e di ricoveri registrati nell’area maggiormente esposta.

Secondo l’ex consigliere, l’ammodernamento dell’impianto non sarebbe sufficiente a garantire la tutela della salute pubblica.

«Non è rilevante che sia stato previsto un ammodernamento dell’impianto, che dovrebbe ridurre le emissioni di diossina e di altri elementi tossici, perché l’inceneritore continuerà a mettere a rischio la salute dei cittadini», afferma.

Brumana richiama quindi il principio di precauzione, previsto dalla normativa europea e nazionale, sostenendo che «il diritto alla salute deve essere tutelato in via prioritaria rispetto agli interessi economici» e conclude chiedendo «un ripensamento e la necessità di spegnere definitivamente l’inceneritore».

Il post pubblicato sui social dall’ex consigliere, nel quale vengono ripresi i risultati dell’indagine epidemiologica, ha superato le 130 mila visualizzazioni.

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