La pioggia caduta nella notte non è sufficiente a cambiare il quadro. Il Lago Maggiore continua a scendere e la scarsità d’acqua sta producendo conseguenze sempre più evidenti sulla navigazione, sull’agricoltura e sull’equilibrio idrico dell’intero territorio.
La situazione ha costretto la Navigazione Lago Maggiore-Gestione Governativa a introdurre nuove limitazioni sul servizio di traghettamento tra Laveno e Intra, una delle principali vie di collegamento tra le due sponde del Verbano.
Sui traghetti non salgono più camion e autobus
Dal 21 luglio il peso massimo complessivo dei veicoli ammessi sulle motonavi è stato ridotto da 380 a 100 quintali, equivalenti a dieci tonnellate.
La nuova soglia esclude di fatto camion, tir e numerosi autobus, che per raggiungere la sponda opposta devono ora seguire la viabilità ordinaria e circumnavigare la parte meridionale del lago passando da Sesto Calende.
La restrizione resterà in vigore fino a quando il livello dell’acqua non sarà tornato compatibile con il regolare funzionamento dei traghetti. Restano inoltre sospesi gli approdi di Ranco, Ispra e Porto Valtravaglia, già inutilizzabili dall’inizio del mese a causa della ridotta profondità dell’acqua.
Oltre un metro sotto la media stagionale
Tra i grandi laghi del Nord Italia, il Verbano è attualmente quello che presenta le maggiori difficoltà. Il livello è sceso fino a circa 39 centimetri sotto lo zero idrometrico, mentre in questo periodo dell’anno dovrebbe attestarsi mediamente intorno agli 83 centimetri sopra lo zero.
Il divario rispetto ai valori stagionali supera quindi il metro. Nell’ultimo mese il lago ha perso circa cento centimetri e soltanto nelle ultime 72 ore il livello è diminuito di oltre sette centimetri.
Anche la percentuale di riempimento è crollata a poco più dell’8%, dopo essere stata vicina al 29% appena due settimane fa.
Entra meno acqua di quanta ne esca
Ad aggravare la situazione è il persistente squilibrio tra gli afflussi e le uscite. Nei giorni scorsi entravano nel lago circa 85-90 metri cubi d’acqua al secondo, mentre tra deflusso e prelievi ne uscivano oltre 125-130. Una differenza che continua a svuotare progressivamente il bacino.
L’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po ha già classificato il quadro come siccità severa. Senza precipitazioni abbondanti e prolungate, e con temperature destinate nuovamente ad aumentare, le limitazioni alla navigazione potrebbero restare in vigore ancora a lungo, mentre cresce la preoccupazione per le conseguenze sull’agricoltura e sul florovivaismo.













