Il trasferimento è diventato realtà. Dopo giorni di polemiche, le 770 firme raccolte contro lo spostamento, e un confronto che non accenna a spegnersi, da ieri il punto di primo soccorso di Somma Lombardo ha lasciato l’ospedale Bellini per trasferirsi nella nuova sede allestita all’interno della Casa di Comunità, all’angolo tra via Cavour e via Fuser.
Una partenza senza cerimonie, senza tagli del nastro e senza particolari comunicazioni istituzionali da parte dell’azienda sociosanitaria della Valle Olona. Ma il cambio di sede segna comunque una svolta per un servizio al quale, nel corso del 2025, si sono rivolte migliaia di persone.
Oltre 6.500 accessi in un anno
A raccontare il peso del servizio sono innanzitutto i numeri. Nel corso dei dodici mesi del 2025, il punto di primo intervento di Somma Lombardo ha registrato 6.528 accessi.
Un dato che, per dimensione, rappresenta poco meno di un sesto dell’attività svolta nello stesso periodo dal Pronto soccorso dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Gallarate, dove gli accessi complessivi sono stati 36.864.
Ma è soprattutto la distribuzione dei codici di triage a offrire una fotografia interessante degli utenti che hanno fatto ricorso alla struttura del Bellini.
La parte più consistente è rappresentata dai codici verdi, che nel 2025 sono stati 4.452. Si tratta di pazienti che necessitano di una valutazione medica, ma che non presentano condizioni di particolare gravità o immediatezza dell’intervento.
Ancora più significativo è il dato relativo ai codici bianchi: sono stati 1.755, vale a dire circa un quarto degli accessi complessivi. In questi casi, secondo la classificazione del triage, si tratta di situazioni prive di caratteristiche di emergenza e che, in linea teorica, avrebbero potuto essere affrontate anche attraverso il medico di medicina generale.
Numeri che saranno ora chiamati a confrontarsi con il nuovo modello organizzativo.
La nuova sede apre dalle 8 alle 16
Ieri il nuovo ambulatorio della Casa di Comunità ha iniziato la propria attività. L’accesso al servizio è stato garantito dalle 8 alle 16, dando così ufficialmente il via alla nuova organizzazione.
Una partenza, appunto, in sordina: nessuna inaugurazione e nessuna comunicazione pubblica particolare da parte dell’Asst. Eppure il trasferimento era stato annunciato e motivato dall’azienda come parte di un più ampio progetto di rafforzamento della sanità territoriale.
Nei giorni scorsi la direzione strategica dell’Asst aveva infatti definito il trasferimento «un ulteriore passo nel percorso di potenziamento della sanità territoriale», anticipando anche l’obiettivo di estendere l’orario di apertura fino alle 20 con il nuovo anno.
Il servizio è pensato per affrontare soprattutto i bisogni sanitari non urgenti, ma che richiedono comunque una valutazione clinica in tempi rapidi.
Medico e infermiere decidono il percorso
Il nuovo modello prevede che il cittadino possa accedere direttamente all’ambulatorio. Sarà quindi il personale sanitario a effettuare una prima valutazione e, sulla base delle condizioni riscontrate, a stabilire quale sia il percorso assistenziale più appropriato.
Un’impostazione che punta dunque a intercettare sul territorio le esigenze che non richiedono un accesso al pronto soccorso, alleggerendo al tempo stesso la pressione sulle strutture ospedaliere.
Ma proprio questo è uno dei punti sui quali si concentra il dibattito.
Il nodo dei 770 cittadini che hanno firmato contro il trasferimento
La decisione di lasciare il Bellini non ha infatti convinto tutti. Nei giorni scorsi il comitato contrario al trasferimento ha raccolto 770 firme, successivamente depositate per chiedere attenzione sul futuro del servizio e per sollecitare anche il coinvolgimento dell’amministrazione comunale.
La mobilitazione testimonia quanto il tema sia sentito sul territorio. Per i contrari, il punto di primo intervento all’interno dell’ospedale rappresentava un presidio immediatamente riconoscibile e facilmente associabile a una struttura ospedaliera. Il trasferimento in una Casa di Comunità viene invece guardato con preoccupazione, soprattutto per quanto riguarda la percezione del servizio da parte dei cittadini e la possibilità di garantire rapidamente tutti gli accertamenti necessari.
L’Asst, dal canto suo, ha assicurato che il nuovo assetto non significa rinunciare alla possibilità di effettuare approfondimenti diagnostici.
Gli esami restano collegati al Bellini
Nel caso in cui durante la valutazione clinica emergesse la necessità di ulteriori accertamenti, è infatti prevista la possibilità di spostarsi all’interno dell’ospedale Bellini.
Questo vale anche per gli esami diagnostici, comprese le radiografie, che potranno essere effettuate qualora ritenute necessarie dal personale sanitario.
È questo, dunque, il nuovo scenario con cui Somma Lombardo dovrà confrontarsi: da una parte un servizio che nel 2025 ha registrato oltre 6.500 accessi e che ora viene ricollocato all’interno della rete territoriale; dall’altra una parte della cittadinanza che, con 770 firme, ha chiesto di non ridimensionare quello che considera un presidio sanitario importante.
Il trasferimento è ormai operativo. Ora saranno i numeri dei prossimi mesi, insieme all’esperienza concreta degli utenti, a dire se la nuova organizzazione riuscirà a mantenere le risposte attese dal territorio.













