Dal Ceresio al Lago Maggiore sei milioni di metri cubi d’acqua contro la siccità

Dal Ceresio al Lago Maggiore sei milioni di metri cubi d’acqua contro la siccità
Conclusa dopo dieci giorni la misura straordinaria concordata sull’asse italo-svizzero. Il Lago di Lugano è sceso di otto centimetri, poi recuperati grazie alle intense precipitazioni.

LAGO MAGGIORE – Circa sei milioni di metri cubi d’acqua sono defluiti dal Ceresio verso il Lago Maggiore attraverso il fiume Tresa. Si è conclusa nei giorni scorsi la misura temporanea adottata dal Canton Ticino per contribuire ad affrontare la grave crisi idrica che aveva colpito il Verbano e i territori agricoli piemontesi e lombardi alimentati dalle sue acque.

Per dieci giorni la portata in uscita dal Lago di Lugano è stata aumentata da 3 a 8 metri cubi al secondo. L’operazione era stata concordata nell’ambito della collaborazione tra Italia e Svizzera, mentre il Lago Maggiore si trovava su livelli eccezionalmente bassi a causa della prolungata siccità.

Il Lago di Lugano è sceso di otto centimetri

Secondo il bilancio diffuso dal Dipartimento del territorio del Canton Ticino, l’incremento del deflusso ha comportato un abbassamento del Ceresio di circa otto centimetri.

Il livello del Lago di Lugano è passato dai 270,36 metri sul livello del mare rilevati l’11 agosto ai 270,28 metri registrati il 20 agosto. Una diminuzione sostanzialmente in linea con le previsioni formulate all’avvio della misura.

L’acqua rilasciata ha raggiunto naturalmente il Lago Maggiore seguendo il corso del Tresa, contribuendo ad aumentare la disponibilità idrica del Verbano e, a valle, dei territori lombardi e piemontesi che dipendono dal sistema del Ticino.

Le piogge hanno cambiato il quadro idrologico

Le intense precipitazioni iniziate il 21 agosto hanno successivamente determinato una rapida risalita del Ceresio, arrivato già nello stesso giorno a quota 270,50 metri sul livello del mare.

Con il miglioramento della situazione, il rilascio straordinario è terminato e il deflusso attraverso il Tresa è tornato a essere determinato dal regolamento ordinario. Il comunicato cantonale indicava inizialmente una portata media prevista tra 10 e 15 metri cubi al secondo, successivamente cresciuta per effetto delle abbondanti piogge.

Anche il Lago Maggiore ha beneficiato direttamente delle precipitazioni, che hanno contribuito in misura ben più consistente rispetto al trasferimento programmato dal Ceresio, facendo risalire il livello del Verbano dopo settimane di progressivo arretramento delle acque.

Nessun effetto negativo su navigazione e ambiente

Le autorità ticinesi precisano che l’operazione non ha provocato conseguenze per la navigazione, l’accessibilità delle rive o la fruizione turistica del Lago di Lugano. Non sono stati rilevati neppure effetti negativi sotto il profilo ambientale.

La situazione dei due laghi continuerà comunque a essere monitorata. Le piogge hanno attenuato l’emergenza, ma la lunga fase di siccità ha mostrato ancora una volta l’importanza della gestione coordinata delle risorse idriche tra Italia e Svizzera.

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