LAGO MAGGIORE – Dopo settimane particolarmente difficili, il Lago Maggiore torna a dare qualche segnale positivo. Il livello del Verbano, precipitato nelle scorse settimane su valori preoccupanti e pericolosamente vicini al record negativo storico, ha infatti iniziato a risalire.
A favorire il recupero sono state soprattutto le abbondanti precipitazioni che nella tarda serata di lunedì 24 agosto hanno interessato la provincia di Varese, portando nuova acqua nei corsi d’acqua che alimentano il bacino. Il cambiamento è diventato evidente nella giornata di martedì 25 agosto, quando il livello del lago è tornato, per la prima volta dallo scorso luglio, al di sopra della soglia di magra fissata a 193 metri.
Il livello torna a salire
Secondo i dati del Centro Geofisico Prealpino, rilevati dall’idrometro di Leggiuno, il Verbano ha superato nuovamente quota 193 metri a partire dalla mattinata di ieri.
Il dato rimane comunque distante dalla piena ordinaria, fissata a 195 metri, ma il trend registrato nelle ultime ore appare incoraggiante. Gli ultimi rilevamenti indicano infatti un livello ormai di circa 20 centimetri superiore alla soglia di magra.
L’auspicio è ora che la risalita possa proseguire e che le acque riescano progressivamente a riportarsi verso il livello medio di 193,64 metri, considerato il riferimento abituale del bacino.
Per il momento, dunque, non si può ancora parlare di un ritorno alla normalità, ma l’inversione di tendenza rappresenta una notizia positiva dopo un periodo caratterizzato da livelli particolarmente bassi.
Nelle scorse settimane il lago aveva sfiorato livelli record
La situazione era diventata particolarmente delicata nelle settimane precedenti. Il livello del Lago Maggiore era arrivato a toccare 192,5 metri, con un riempimento stimato intorno al 6 per cento.
Si trattava di valori estremamente bassi, che avevano riportato l’attenzione sul rischio di raggiungere livelli prossimi allo zero idrometrico e avevano alimentato la preoccupazione per le conseguenze della scarsità d’acqua.
Di fronte a questa situazione, l’Organismo bilaterale italo-elvetico aveva deciso di intervenire aumentando l’erogazione d’acqua a Ponte Tresa, dal Lago di Lugano, portandola dai consueti 3 metri cubi al secondo a 8 metri cubi al secondo. L’incremento del deflusso era destinato a contribuire anche all’alimentazione del Lago Maggiore.
La pioggia cambia lo scenario
Le precipitazioni eccezionali di lunedì hanno quindi contribuito a interrompere una lunga fase di progressivo abbassamento del livello. Il recupero registrato nelle ultime ore dimostra quanto le condizioni del bacino possano cambiare rapidamente in presenza di apporti significativi di acqua.
Resta tuttavia necessario monitorare l’evoluzione nei prossimi giorni. Il Lago Maggiore è ancora lontano dai livelli ordinari, ma il superamento della soglia di magra e il trend crescente rappresentano i primi segnali concreti di un possibile ritorno verso condizioni più favorevoli.
Dopo settimane in cui il Verbano aveva fatto paura, insomma, la situazione sembra finalmente concedere una prima boccata d’ossigeno.













