Nepal, una violenta alluvione devasta il confine con il Tibet: centinaia di dispersi, 90 italiani nella zona

Nepal, una violenta alluvione devasta il confine con il Tibet: centinaia di dispersi, 90 italiani nella zona
Frane, fango e acqua hanno travolto villaggi, strade e infrastrutture nel distretto di Rasuwa. Tra le persone non ancora rintracciate ci sono centinaia di turisti stranieri. La Farnesina segue la situazione di due italiani bloccati a monte di una frana

NEPAL – È drammatico il bilancio della violenta alluvione che oggi, mercoledì 26 agosto, ha colpito l’area al confine tra Nepal e Tibet. Una devastante piena improvvisa ha provocato frane e colate di fango e detriti nel distretto montuoso di Rasuwa, nel nord del Nepal, travolgendo villaggi, strade e infrastrutture.

Secondo le informazioni disponibili, almeno nove persone sono morte, mentre 384 risultano disperse. Tra loro figurano numerosi turisti stranieri, provenienti da diversi Paesi. Il bilancio, tuttavia, resta provvisorio e le autorità temono che possa aggravarsi con il proseguire delle operazioni di ricerca e soccorso.

Fango e rocce travolgono villaggi e infrastrutture

La zona maggiormente colpita è quella del distretto di Rasuwa, dove l’ondata di piena ha provocato l’esondazione di corsi d’acqua e il distacco di grandi quantità di materiale.

Particolarmente interessate risultano le aree attraversate dai fiumi Bhotekoshi, Trishuli e Narayani. L’acqua e i detriti hanno danneggiato o distrutto abitazioni, strade, ponti e impianti idroelettrici, rendendo ancora più difficili i collegamenti e le operazioni di soccorso.

Secondo le prime ricostruzioni, l’evento potrebbe essere stato innescato da un terremoto di magnitudo 4,4, che avrebbe provocato una valanga di ghiaccio e roccia nel fiume Lhende Khola, generando successivamente una devastante onda di piena. Le autorità mantengono inoltre alta l’attenzione per il rischio di una seconda inondazione, legata a un possibile sbarramento formatosi più a monte.

Le condizioni del territorio montano stanno complicando gli interventi: il materiale trasportato dall’acqua ha ostruito le vie di accesso e anche l’impiego degli elicotteri risulta difficoltoso.

La Farnesina monitora la situazione degli italiani

Grande attenzione anche per la presenza di cittadini italiani nell’area interessata dal disastro. La Farnesina ha attivato l’Unità di Crisi e sta lavorando in coordinamento con le rappresentanze diplomatiche italiane per verificare le condizioni dei connazionali presenti tra Nepal e Tibet.

Secondo le registrazioni effettuate attraverso il servizio “Dove siamo nel mondo”, sono circa 90 gli italiani che risultano presenti nell’area.

In particolare, due connazionali e la loro guida sono rimasti bloccati a monte di una frana che ha interrotto una strada. I due sono riusciti a mantenere i contatti con il Ministero degli Esteri, mentre proseguono le verifiche sulle condizioni degli altri italiani presenti nella zona.

La Farnesina invita i connazionali che si trovano nell’area a mantenersi aggiornati attraverso i canali ufficiali e a registrare la propria presenza tramite “Dove siamo nel mondo”, così da facilitare eventuali operazioni di assistenza.

Centinaia di turisti ancora dispersi

Il disastro ha coinvolto anche numerosi viaggiatori stranieri. Tra le 384 persone attualmente disperse figurano infatti turisti provenienti da diversi Paesi, tra cui India, Stati Uniti, Regno Unito, Corea del Sud e Malesia.

Le operazioni di ricerca sono in corso, ma la conformazione del territorio e i danni provocati dall’alluvione rendono particolarmente complesso raggiungere alcune delle aree colpite.

Sul versante tibetano, le autorità cinesi hanno a loro volta mobilitato centinaia di soccorritori e disposto interventi per assistere la popolazione coinvolta. Anche in questo caso sono state segnalate gravi conseguenze sulla viabilità e sulle infrastrutture nell’area di confine.

Soccorsi in corso, si teme un bilancio più grave

La priorità resta ora quella di raggiungere le persone isolate, evacuare le zone più a rischio e individuare i dispersi. Le autorità stanno inoltre monitorando l’evoluzione della situazione per prevenire ulteriori ondate di piena e nuove frane.

Il bilancio delle vittime resta quindi ancora provvisorio. Con centinaia di persone non ancora rintracciate e vaste porzioni di territorio difficilmente raggiungibili, le prossime ore saranno decisive per comprendere l’effettiva portata della tragedia.

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