È drammatico il bilancio delle alluvioni e delle frane che hanno colpito l’area al confine tra Nepal e Tibet. Le persone considerate disperse sono complessivamente oltre 1.300, mentre le vittime accertate sono almeno 180. I numeri arrivano da fonti nepalesi e cinesi e, al momento, non è possibile escludere eventuali sovrapposizioni tra i diversi conteggi.
In Nepal, la polizia ha recuperato 177 corpi e segnala 823 persone disperse. Tra queste figurerebbero 517 turisti stranieri, secondo gli aggiornamenti diffusi dalle autorità locali.
La situazione è altrettanto grave sul versante tibetano. I media statali cinesi riferiscono di 558 persone disperse dopo la frana che ha investito l’area del porto di Gyirong, provocando anche tre vittime. Tra i dispersi indicati in Tibet ci sarebbero 260 stranieri.
Due italiani tra i dispersi
Tra le persone che mancano all’appello in Nepal potrebbero esserci anche due cittadini italiani. L’informazione è stata diffusa dall’Ente nazionale del turismo del Nepal e ha immediatamente attivato le verifiche della Farnesina.
L’Unità di Crisi del ministero degli Esteri sta effettuando accertamenti attraverso il Consolato generale d’Italia a Calcutta, il Consolato onorario a Kathmandu e i tour operator coinvolti. Finora sono stati contattati circa 130 connazionali che risultavano presenti nell’area interessata dalla catastrofe.
Le verifiche sono necessarie per stabilire con certezza la situazione dei due italiani e per ricostruire gli spostamenti delle persone presenti nelle zone maggiormente colpite.
Villaggi travolti e collegamenti interrotti
Le piogge torrenziali hanno provocato frane, allagamenti e distruzione di interi villaggi, rendendo particolarmente difficili le operazioni di soccorso. Le aree montuose al confine tra Nepal e Tibet sono caratterizzate da collegamenti complessi e le condizioni meteorologiche stanno ostacolando gli interventi delle squadre impegnate nella ricerca dei dispersi.
Il bilancio resta quindi provvisorio e potrebbe aggravarsi nelle prossime ore, mentre i soccorritori continuano a cercare persone rimaste isolate o intrappolate.













