Saluto romano a Milano, archiviata l’inchiesta per diciotto militanti di estrema destra

Saluto romano a Milano, archiviata l’inchiesta per diciotto militanti di estrema destra
Il pronunciamento richiama anche i criteri fissati nel 2024 dalle Sezioni Unite della Cassazione, chiamate a distinguere le condotte punibili secondo la legge Scelba dalle manifestazioni con finalità commemorativa (foto d'archivio)

La Procura di Milano ha chiesto e ottenuto l’archiviazione del procedimento a carico di diciotto militanti di estrema destra. L’indagine riguardava quanto avvenuto durante la commemorazione di Sergio Ramelli del 29 aprile 2023.

Gli indagati erano accusati di manifestazione fascista e istigazione alla discriminazione razziale. Al termine del corteo avevano risposto al rito del “presente” con il braccio destro teso.

Il gip del Tribunale di Milano ha accolto la richiesta del pubblico ministero. Alla base del provvedimento c’è la valutazione secondo cui quel gesto, nel contesto della commemorazione, non avrebbe rappresentato un pericolo concreto per l’ordinamento democratico né un comportamento riconducibile all’intolleranza o alla discriminazione.

Secondo l’impostazione accolta nell’archiviazione, il gesto era legato alla memoria di Ramelli, studente del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 da un commando di Avanguardia Operaia.

La decisione segna un orientamento diverso rispetto a precedenti procedimenti milanesi, nei quali per condotte analoghe era stato chiesto il rinvio a giudizio. Nel provvedimento viene inoltre evidenziato che, nelle manifestazioni organizzate negli anni a Milano, non sarebbero emersi elementi indicativi di un concreto rischio di ricostituzione del partito fascista.

Il pronunciamento richiama anche i criteri fissati nel 2024 dalle Sezioni Unite della Cassazione, chiamate a distinguere le condotte punibili secondo la legge Scelba dalle manifestazioni con finalità commemorativa.

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