PGT, Varese entra nella partita decisiva: la maggioranza difende il Piano, l’opposizione chiede più crescita e meno vincoli

PGT, Varese entra nella partita decisiva: la maggioranza difende il Piano, l’opposizione chiede più crescita e meno vincoli
Prima delle tre sedute dedicate all’adozione del nuovo strumento urbanistico. La maggioranza rivendica consumo di suolo, verde e rigenerazione; dal centrodestra una domanda di fondo: quale sviluppo, quali investimenti e quale futuro demografico per la Varese dei prossimi vent’anni? Mercoledì 2 settembre si passa agli emendamenti.

VARESE – È iniziata la maratona consiliare per l’adozione del nuovo Piano di Governo del Territorio di Varese, lo strumento destinato a incidere sull’assetto della città per i prossimi 10-15 anni. Quella di martedì 1 settembre è stata la prima delle tre serate previste dalla convocazione ufficiale. Mercoledì 2 settembre il confronto entrerà ancora più nel merito con l’esame degli emendamenti.

Una discussione che, già dalla prima seduta, ha fatto emergere due idee piuttosto diverse di città. Da una parte la maggioranza, che individua nella riduzione del consumo di suolo, nella rigenerazione e nella qualità ambientale i principali elementi qualificanti del Piano. Dall’altra il centrodestra, che non contesta soltanto singole scelte urbanistiche, ma pone una questione più generale: un PGT costruito soprattutto intorno a vincoli e tutela dell’esistente è sufficiente per una città che perde abitanti e deve tornare ad attrarre investimenti?

Galimberti: «Ora sessanta giorni di partecipazione»

Dopo l’incontro tra gli allenatori delle scuderie e i rappresentanti dell’amministrazione, i lavori sono entrati nel vivo con gli interventi istituzionali e quelli dei tecnici che hanno curato la stesura del Piano, Andrea Arcidiacono del Politecnico di Milano ed Emanuele Boscolo dell’Università dell’Insubria.

Il sindaco Davide Galimberti ha sottolineato che l’adozione non rappresenta un punto di arrivo, annunciando per i sessanta giorni che precederanno l’approvazione definitiva una fase di confronto con cittadini, quartieri, associazioni, categorie economiche e professionali e forze sociali.

L’intenzione dichiarata è quella di arrivare al voto definitivo con un PGT ulteriormente rafforzato dalle osservazioni della città. Resta però sullo sfondo una delle obiezioni sollevate dalle opposizioni: quanto potrà realmente cambiare un Piano ormai arrivato alla fase dell’adozione?

L’assessore ai Lavori pubblici Andrea Civati ha invece indicato come obiettivo quello di costruire un Piano capace di occuparsi sia dei cittadini in difficoltà sia di chi vuole investire.

Ed è proprio sul secondo aspetto che si è concentrata buona parte del confronto politico.

La maggioranza punta sull’ambiente

Gli interventi della maggioranza hanno insistito soprattutto sulla componente ambientale del nuovo strumento urbanistico.

Il presidente della Commissione Urbanistica Domenico Marasciulo ha difeso percorso e contenuti del documento dalle accuse arrivate nei giorni scorsi dal centrodestra.

Maria Paola Cocchiere, di Varese Praticità, ha definito il PGT una scelta coraggiosa, rivendicando in particolare le politiche di consumo zero. Guido Bonoldi, di Lavoriamo per Varese, ha sottolineato invece il rapporto tra salute, qualità dell’abitare e ambiente urbano.

Per Giuseppe Pullara il Piano non immobilizza Varese, ma supera una concezione dello sviluppo basata sull’espansione. Maria Grazia D’Amico, di Progetto Concittadino, ha parlato di un cambio di paradigma fondato sulla rigenerazione dell’esistente e sul rafforzamento di verde e servizi.

Una linea coerente e chiaramente riconoscibile. Ma proprio la forte insistenza sui temi ambientali ha offerto all’opposizione il terreno per la critica forse più sostanziale della serata: la tutela può diventare l’idea prevalente di sviluppo di una città?

Bianchi: «Che Varese vogliamo tra vent’anni?»

È stato il leghista Matteo Bianchi a porre in maniera più esplicita la questione. Secondo il consigliere manca una connotazione forte della Varese del futuro e non emerge con sufficiente chiarezza quale città si voglia costruire nei prossimi vent’anni.

Un interrogativo che va oltre la contrapposizione tra cemento e verde. Bianchi ha infatti richiamato la necessità di misurare il PGT anche in termini di lavoro prodotto, investimenti attratti e nuovi residenti, osservando come non sia realistico pensare che si scelga Varese soltanto per il verde o per una migliore qualità dell’aria rispetto a Milano.

Luca Boldetti, di Forza Italia, ha invece contestato la coerenza della maggioranza sul consumo di suolo, ricordando interventi come via Selene, il parcheggio di via Maspero e il nuovo canile. Dubbi sono stati espressi anche sulla città dei 15 minuti, sui fondi di quartiere e sulle regole previste per gli immobili dismessi.

Angei attacca: «Un Piano che rischia di ingessare Varese»

I toni più duri sono arrivati da Stefano Angei. Il consigliere leghista ha definito il PGT «non accettabile», contestando anche la scelta della maggioranza di non accogliere la richiesta di rinviare di trenta giorni la discussione.

Per Angei il rischio è che dietro quella che definisce una rappresentazione fatta di «rendering colorati» e «ambientalismo da salotto» si nasconda un sistema di vincoli destinato a rendere ancora più difficile intervenire e investire in città.

Al di là dei toni, è proprio questo uno dei nodi che il prosieguo della discussione dovrà chiarire: le nuove regole favoriranno davvero il recupero del patrimonio esistente oppure finiranno per rendere economicamente meno conveniente intervenire?

Una questione particolarmente rilevante in una città nella quale non mancano immobili dismessi e comparti in attesa da anni di una nuova funzione.

Anche Emanuele Monti ha insistito sul calo demografico e sull’assenza, a suo giudizio, di vantaggi sufficientemente concreti per chi intende investire a Varese. Salvatore Giordano, di Fratelli d’Italia, ha richiamato analogamente la necessità di una strategia capace di aumentare l’attrattività della città.

Verde o crescita? Il vero confronto è più complesso

La prima serata ha dunque mostrato una contrapposizione che rischia di essere semplificata nel confronto tra chi vuole tutelare l’ambiente e chi vorrebbe costruire di più.

In realtà, il punto politico sollevato dall’opposizione appare più articolato: come conciliare tutela del territorio e necessità di far tornare Varese a crescere?

Una città può certamente consumare meno suolo, recuperare l’esistente e aumentare il verde. Ma un Piano destinato a governarla per oltre un decennio dovrà essere giudicato anche sulla capacità di favorire investimenti, recuperare gli immobili abbandonati, offrire nuove opportunità economiche e contrastare il declino demografico.

È su questo terreno, più che sugli slogan contrapposti, che si misurerà probabilmente la qualità del nuovo PGT.

E la discussione è appena cominciata: mercoledì 2 settembre toccherà agli emendamenti, quando maggioranza e opposizione dovranno passare dalle rispettive visioni della città alle singole regole chiamate a determinarne concretamente il futuro.

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