Detriti edili gettati nel Lago Maggiore: denunciato il proprietario di un immobile

Detriti edili gettati nel Lago Maggiore: denunciato il proprietario di un immobile
L’intervento dei Carabinieri Forestali di Luino dopo la segnalazione di un residente. I sommozzatori hanno individuato e documentato numerosi materiali da demolizione a una profondità compresa tra 7 e 13 metri

Un’ingente quantità di materiale proveniente da lavori edili è stata rinvenuta sui fondali del Lago Maggiore, nelle acque antistanti Brezzo di Bedero. A far scattare gli accertamenti dei Carabinieri Forestali del Nucleo di Luino è stata la segnalazione di un residente, che aveva notato alcune persone mentre gettavano nel lago scarti derivanti dai lavori di rifacimento di una terrazza.

I militari sono intervenuti sul posto per verificare quanto segnalato, constatando la presenza in acqua di diversi cumuli di materiale da demolizione. Tra i rifiuti individuati figuravano soprattutto conglomerati cementizi e piastrelle, riconducibili ai lavori eseguiti presso un immobile situato sulle sponde del lago.

Per accertare con precisione la quantità di materiale disperso e documentare l’estensione dello sversamento, è stata quindi effettuata un’ispezione del fondale. Le operazioni si sono svolte anche via lago, grazie al supporto della Motovedetta della Compagnia Carabinieri di Luino, e hanno coinvolto i sommozzatori specializzati dell’Associazione Nazionale Istruttori Subacquei.

L’attività subacquea ha consentito di individuare e filmare numerosi detriti depositati sul fondale a una profondità compresa tra i 7 e i 13 metri, fornendo agli investigatori elementi utili per ricostruire la dinamica dell’accaduto e quantificare il materiale finito nelle acque del Lago Maggiore.

Al termine degli accertamenti, il proprietario dell’immobile è stato denunciato all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di abbandono e immissione incontrollata di rifiuti non pericolosi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo, in qualità di committente dei lavori e titolare della ditta incaricata dell’intervento, avrebbe fatto conferire direttamente nel lago i materiali di risulta, evitando così i costi legati al trasporto e al corretto smaltimento presso impianti autorizzati.

La vicenda assume particolare rilievo anche alla luce della tutela ambientale e paesaggistica che interessa il bacino del Lago Maggiore. Gli accertamenti non escludono, inoltre, la possibile contestazione di ulteriori ipotesi di reato che potrebbero emergere nel prosieguo delle verifiche.

Per la condotta relativa all’immissione incontrollata di rifiuti nelle acque, la normativa richiamata dagli investigatori prevede, nel caso contestato al titolare d’impresa, la pena dell’arresto da sei mesi a due anni oppure un’ammenda da 3.000 a 27.000 euro.

Oltre alle conseguenze sul piano giudiziario, è previsto che il responsabile debba provvedere a proprie spese al recupero dei materiali finiti sul fondale e al ripristino delle condizioni originarie dei luoghi.

L’operazione evidenzia anche l’importanza delle segnalazioni dei cittadini nel contrasto agli illeciti ambientali. In questo caso, l’osservazione di un residente ha consentito di avviare rapidamente gli accertamenti e di documentare la presenza dei rifiuti sul fondale.

La collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine rappresenta dunque uno strumento concreto per individuare e contrastare comportamenti che possono arrecare danno al patrimonio naturale, soprattutto in aree di particolare pregio ambientale come le sponde e le acque del Lago Maggiore.

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