Ottobre regala all’Alta Valtellina una luce speciale. I boschi iniziano a tingersi di colori caldi, le giornate invitano a pedalare senza fretta e i sentieri diventano l’occasione per scoprire un territorio in cui natura, storia e cultura convivono da secoli.
È il momento ideale per esplorare il comprensorio di Bormio lasciandosi guidare non dal cronometro, ma dalla curiosità. E quale mezzo migliore dell’e-bike? La pedalata assistita permette di affrontare con maggiore leggerezza anche i tratti in salita e, soprattutto, di fermarsi quando qualcosa cattura lo sguardo: un antico affresco, un campanile, un borgo di pietra o un panorama sulle montagne.
Ne nasce un modo diverso di viaggiare, più lento e consapevole, capace di trasformare ogni pedalata in un racconto. Sono cinque gli itinerari che attraversano l’Alta Valtellina tra Bormio, Valdisotto, Valfurva e Valdidentro, fino ai laghi di Cancano e al Forte Venini di Oga.
Lungo l’Adda, tra storia e affreschi in Valdisotto
Il primo itinerario segue il corso dell’Adda tra Bormio e Valdisotto, alternando piste ciclabili e strade secondarie poco trafficate. È un anello di circa 30 chilometri, percorribile in circa quattro ore, con un dislivello di poco superiore ai 500 metri.
Il percorso parte dal centro storico di Bormio e conduce verso Cepina, dove vale la pena fermarsi per ammirare l’Ossario, riconoscibile per l’elegante cancellata in ferro battuto e per le decorazioni del frontone. All’interno, gli affreschi seicenteschi affrontano il tema della caducità della vita, intrecciandolo a quello della speranza.
Proseguendo verso sud si incontra la Chiesa di San Bartolomeo, che custodisce importanti cicli pittorici realizzati tra il XIV e il XVI secolo. La chiesa è anche una preziosa testimonianza della storia recente della valle: riuscì infatti a sopravvivere alla devastante frana della Val Pola del 1987.
Il rientro verso Bormio si sviluppa quasi interamente lungo la ciclabile del Sentiero Valtellina, seguendo il fiume tra prati, scorci naturali e piccoli centri abitati. Un tracciato che ricalca idealmente quella che per secoli è stata una delle principali vie naturali di collegamento tra i borghi dell’Alta Valtellina.
Da Bormio alla Valfurva, un itinerario da vivere lentamente
È il percorso più semplice e accessibile dei cinque: appena 8,3 chilometri, circa un’ora e mezza di pedalata e soltanto 175 metri di dislivello.
Un itinerario ideale anche per chi si avvicina per la prima volta all’e-bike e vuole combinare movimento, cultura e paesaggio senza affrontare grandi dislivelli.
Si parte dal centro storico medievale di Bormio, tra vicoli, piazze e antichi palazzi, per poi seguire il fondovalle in direzione della Valfurva.
Lungo il percorso si incontrano la suggestiva Chiesa di San Nicolò, piccoli oratori immersi nel verde e antichi edifici che raccontano il ruolo di questo territorio come punto di passaggio per pellegrini, mercanti e viaggiatori diretti verso i grandi passi alpini.
Qui la bicicletta diventa soprattutto uno strumento per rallentare. Si pedala osservando i baitelli, i muretti in pietra e le facciate delle case tradizionali, concedendosi magari una pausa in uno dei locali lungo il tragitto.
Un viaggio breve, ma capace di restituire il carattere di un territorio che per secoli ha rappresentato un crocevia tra Italia, Svizzera e Tirolo.
In Valdidentro tra borghi, chiese e antiche ferriere
Da Bormio verso Isolaccia, il terzo itinerario entra nel cuore della Valdidentro attraverso un percorso di circa 23 chilometri, con 365 metri di dislivello.
È un viaggio nella memoria della valle, dove storia, arte, tradizioni e archeologia industriale si incontrano lungo il corso dell’Adda.
Tra le tappe spicca la Chiesa di San Gallo, documentata già nel XIII secolo. Poco distante si trova il Cimitero dei Soldati, memoria dei caduti della Grande Guerra, mentre il Prato della Giustizia richiama una pagina più antica e controversa della storia locale: qui si svolsero infatti processi per stregoneria tra Cinquecento e Seicento.
Uno dei luoghi più interessanti dell’itinerario sono poi le Ferriere Corneliane, tra le testimonianze più significative dell’archeologia industriale della valle. Per secoli l’energia dell’acqua è stata sfruttata per alimentare la lavorazione del ferro, lasciando una traccia profonda nell’economia e nella cultura del territorio.
Il percorso attraversa quindi Premadio, dominato dalla chiesa-fortezza dei Santi Martino e Urbano, caratterizzata dal raro soffitto ligneo a cassettoni e dagli affreschi del presbiterio, e prosegue verso Turripiano e Pedenosso.
Qui l’architettura tradizionale, con pietra e legno, accompagna il ciclista fino a Isolaccia, restituendo l’immagine di un’Alta Valtellina ancora profondamente legata alle proprie radici.
I laghi di Cancano, pedalando nel cuore dello Stelvio
Cambiano i paesaggi, ma non la filosofia del viaggio. Il quarto itinerario porta nel Parco Nazionale dello Stelvio, tra le acque dei laghi di Cancano.
Il punto di partenza sono le Torri di Fraele, da cui il percorso raggiunge e costeggia le dighe di Cancano e di San Giacomo di Fraele.
Le due infrastrutture raccontano anche una parte importante della storia industriale del territorio. La diga di Cancano venne realizzata tra il 1953 e il 1956, mentre quella di San Giacomo di Fraele fu costruita tra il 1940 e il 1950, con il completamento rallentato dagli eventi bellici.
L’itinerario misura 19,3 chilometri e presenta appena 164 metri di dislivello. Il tracciato segue il perimetro della diga di San Giacomo, ne attraversa lo sbarramento e conduce nuovamente al punto di partenza.
È un percorso adatto anche a chi preferisce una passeggiata senza particolare impegno fisico: può essere affrontato a piedi oppure in e-bike, disponibile per il noleggio proprio all’inizio del lago.
Qui la protagonista assoluta è la montagna, riflessa nelle acque e incorniciata dai boschi del Parco dello Stelvio.
Al Forte Venini di Oga, sulle tracce della Grande Guerra
L’ultimo itinerario conduce da Bormio verso Oga, attraversando paesaggi rurali e boschi fino a raggiungere uno dei punti panoramici più suggestivi dell’intero comprensorio.
Il percorso è lungo circa 24 chilometri e presenta un dislivello di 631 metri. Lungo la salita si incontra il Mulino Salacrist, preziosa testimonianza della civiltà contadina, prima di arrivare al caratteristico borgo di Oga e alla sua chiesetta.
La meta è il Forte Venini, situato a circa 1.700 metri di quota. Costruito agli inizi del Novecento per controllare gli accessi verso i valichi alpini, il forte rappresenta una delle testimonianze meglio conservate del sistema difensivo realizzato in questa zona.
Oggi è soprattutto un eccezionale punto di osservazione sulla conca di Bormio, sulla Valdisotto e sulle montagne del Parco Nazionale dello Stelvio.
Dopo la visita, il percorso riprende lungo la strada sterrata delle sorgenti Levissima, immersa nel bosco, per poi scendere verso Bormio attraverso la tranquilla Strada dell’Alute.
Cinque percorsi, un solo modo di scoprire Bormio
Dalle rive dell’Adda ai laghi di Cancano, dalle chiese medievali alle ferriere, dai borghi alpini alle fortificazioni della Grande Guerra, i cinque itinerari raccontano un territorio che non si lascia scoprire tutto d’un fiato.
L’e-bike diventa così molto più di un semplice mezzo per pedalare: è l’occasione per rallentare, osservare e ascoltare. Perché in Alta Valtellina la strada non conduce soltanto a una destinazione, ma attraversa secoli di storia, tradizioni ancora vive e paesaggi che cambiano a ogni curva.
E ottobre, con i suoi colori e la sua atmosfera più quieta, è forse uno dei momenti migliori per mettersi in sella e iniziare a scoprirli.











