Varese, più telecamere contro la criminalità: 22 nuovi occhi elettronici in tre zone della città

Varese, più telecamere contro la criminalità: 22 nuovi occhi elettronici in tre zone della città
Palazzo Estense prepara un progetto da quasi 206mila euro per potenziare la videosorveglianza. Dieci apparecchi al Parco Molina, sei a Bregazzana e altrettanti in piazza Carducci. Ma restano fuori alcune delle aree finite più volte al centro della cronaca

VARESE – Più telecamere per controllare la città, mentre la mappa della sicurezza continua a cambiare. A Varese Palazzo Estense prepara un nuovo investimento da 205.995 euro per potenziare la rete di videosorveglianza comunale. Il progetto prevede l’installazione di 22 nuovi apparecchi, concentrati in tre diverse zone.

L’intervento, però, non è ancora finanziato. La giunta ha approvato il progetto per consentire al Comune di partecipare a un bando del Ministero dell’Interno: 61.798 euro, pari al 30 per cento della spesa, resterebbero a carico dell’amministrazione comunale, mentre altri 144.196 euro verrebbero richiesti allo Stato.

Prima di poter vedere le nuove telecamere in funzione, dunque, sarà necessario attendere l’esito della graduatoria ministeriale.

Dieci telecamere al Parco Molina

La distribuzione degli apparecchi è già stata definita.

La quota maggiore, dieci telecamere, è destinata al Parco Molina, indicato nel progetto come area interessata da «recenti fatti criminosi».

Altri sei dispositivi saranno installati a Bregazzana, con l’obiettivo dichiarato di «arginare situazioni di degrado urbano e rafforzare la sicurezza del quartiere».

Le ultime sei telecamere saranno invece collocate in piazza Carducci, nel cuore del centro storico, dove serviranno ad aumentare il controllo dell’area.

Tre zone differenti, quindi, per caratteristiche e problematiche: un parco, un quartiere periferico e una piazza del centro cittadino.

La mappa delle telecamere non coincide sempre con quella dei problemi

La scelta delle aree si inserisce in un contesto nel quale negli ultimi mesi furti, episodi di degrado e microcriminalità hanno interessato diversi punti della città.

Non tutte le zone finite sotto i riflettori della cronaca, però, rientrano nel nuovo progetto.

È il caso, ad esempio, di via Como, dove si sono ripetute segnalazioni legate a situazioni di degrado e microcriminalità. E ancora di Bobbiate, quartiere nel quale l’attenzione si è concentrata soprattutto sui furti nelle abitazioni.

Per entrambe, nell’ambito di questo intervento, non sono previste nuove telecamere.

Una differenza che riflette anche la natura stessa dei fenomeni predatori: la loro distribuzione può cambiare rapidamente e una sequenza di episodi ravvicinati può spostare l’attenzione delle forze dell’ordine e dell’amministrazione da una zona all’altra.

Quasi 206mila euro per il progetto

Anche il quadro economico dell’intervento è già definito.

Dei 205.995 euro complessivi, 158.780 euro riguardano lavori e sicurezza.

La voce più consistente è quella relativa agli impianti elettrici, che ammonta a 78.932 euro, ai quali si aggiungono 15.929 euro di manodopera.

Per le opere civili necessarie alle installazioni sono invece previsti 44.265 euro, con ulteriori 19.052 euro per la manodopera.

Il resto dell’importo comprende allacciamenti, imprevisti, spese tecniche e Iva.

Il Comune ha già previsto la propria quota, pari a poco meno di 62mila euro, mentre il restante 70 per cento dovrebbe arrivare dal Ministero dell’Interno.

Prima i fondi, poi le installazioni

L’approvazione da parte della giunta non significa quindi che il progetto sia già pronto a partire.

Il passaggio attuale serve infatti a consentire a Varese di partecipare alla procedura nazionale per ottenere i finanziamenti. Tra i requisiti figura anche la sottoscrizione con la Prefettura di uno specifico Patto per la sicurezza urbana, nel quale la videosorveglianza viene individuata tra gli obiettivi prioritari.

Soltanto dopo la pubblicazione della graduatoria sarà possibile capire se il Comune otterrà le risorse richieste.

In caso di finanziamento, si passerà quindi alla fase operativa e all’installazione dei 22 nuovi occhi elettronici.

Ma la questione della sicurezza non si esaurisce con la scelta dei punti in cui installare le telecamere. Perché mentre il Comune individua le aree da monitorare, la cronaca continua a segnalare nuovi episodi e, di conseguenza, nuove zone sulle quali concentrare l’attenzione.

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