Valanghe, la Lombardia vuole farle cadere prima che diventino un pericolo: proposta di legge al Parlamento

Valanghe, la Lombardia vuole farle cadere prima che diventino un pericolo: proposta di legge al Parlamento
La Commissione Ambiente del Consiglio regionale approva il testo sul distacco artificiale controllato delle masse nevose. Previsti nuovi strumenti, regole per gli esplosivi e una specifica figura professionale

Far cadere una valanga prima che possa farlo da sola e nel momento più pericoloso. È questo il principio alla base del distacco artificiale controllato delle masse nevose, una tecnica utilizzata da anni in diversi Paesi alpini per ridurre il rischio sui versanti esposti.

Ora la Lombardia vuole introdurre una disciplina organica anche in Italia. Mercoledì 7 ottobre la Commissione Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Alessandro Cantoni (Lombardia Ideale), ha approvato una proposta di legge al Parlamento dedicata proprio alla gestione preventiva del rischio valanghivo.

Il provvedimento ha incassato il voto favorevole di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Lombardia Ideale, mentre Partito Democratico, Patto Civico e Alleanza Verdi Sinistra si sono astenuti.

L’obiettivo: provocare la valanga quando è possibile controllarla

Il principio è semplice: quando su un pendio si accumula una massa di neve instabile, aspettare che si stacchi spontaneamente può significare esporre a rischio strade, piste da sci, infrastrutture e centri abitati.

Il distacco artificiale consente invece di intervenire preventivamente, provocando la valanga in condizioni controllate e dopo aver messo in sicurezza l’area.

La proposta prevede l’impiego di diversi sistemi, tra cui dinamite, detonanti, artifici pirotecnici e dispositivi a gas, sia attraverso impianti fissi sia mediante apparecchiature mobili.

L’intervento sarebbe considerato una vera e propria misura strutturale di mitigazione del rischio, da utilizzare quando le condizioni della neve rendono necessario ridurre preventivamente il pericolo.

Perché la Lombardia chiede una legge nazionale

Il problema, secondo i promotori della proposta, è che in Italia manca oggi una normativa organica specificamente dedicata al distacco artificiale delle valanghe.

Gli operatori sono quindi chiamati a muoversi nell’ambito delle disposizioni generali sugli esplosivi, nate per disciplinare attività differenti.

A spiegare l’origine dell’iniziativa è stato il consigliere regionale Michele Schiavi (Fratelli d’Italia), relatore del provvedimento. L’esperienza maturata durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Milano-Cortina 2026 avrebbe evidenziato la necessità di strumenti più efficaci e flessibili per garantire la sicurezza in montagna.

Il modello di riferimento guarda anche ai Paesi confinanti, in particolare alla Svizzera, dove la gestione attiva del rischio valanghivo è una pratica consolidata.

L’obiettivo è quindi arrivare a regole uniformi, con criteri chiari, procedure definite e un percorso di formazione specifico per chi sarà chiamato a operare.

Licenze stagionali per trasporto e deposito degli esplosivi

Una parte significativa della proposta riguarda proprio la gestione degli esplosivi necessari per effettuare i distacchi.

Il testo prevede la possibilità per i Prefetti di rilasciare licenze specifiche per il trasporto notturno e per il deposito del materiale nei periodi caratterizzati dal maggiore rischio valanghivo.

È inoltre prevista una licenza plurimensile per la detenzione degli esplosivi durante la stagione di maggiore criticità, individuata dalla Protezione civile regionale.

Le regole sulla sicurezza resterebbero comunque stringenti: il materiale dovrebbe essere conservato esclusivamente in strutture autorizzate e idonee, lontano da centri abitati e luoghi frequentati.

Sarebbe inoltre vietato cedere, vendere o consegnare gli esplosivi a terzi. Ogni operazione di distacco dovrebbe essere comunicata alle autorità di Protezione civile competenti.

Una nuova figura professionale

La proposta introduce anche una nuova qualifica: il “Tecnico abilitato al distacco artificiale delle valanghe”.

È previsto un percorso formativo specifico per preparare gli operatori a gestire questo tipo di interventi, senza però sostituire la figura del fochino, già autorizzato all’utilizzo degli esplosivi in determinati contesti, come cave e cantieri.

Chi effettuasse interventi senza la necessaria abilitazione sarebbe invece soggetto a sanzioni amministrative.

Nel percorso di elaborazione del provvedimento è stato coinvolto anche il mondo dei geologi. Il presidente della Commissione Ambiente, Alessandro Cantoni, ha sottolineato l’importanza del confronto tecnico che ha accompagnato la stesura della proposta.

La scelta della tecnica dovrà dipendere dal territorio

Un emendamento presentato dal Partito Democratico, tra i quattro depositati dal gruppo con prima firmataria Roberta Vallacchi, è stato approvato con alcune modifiche.

Il testo introduce un principio importante: non esisterà una tecnica valida in assoluto per ogni situazione.

La scelta dello strumento dovrà infatti essere effettuata attraverso una valutazione comparativa che tenga conto delle caratteristiche del territorio, dell’efficacia nella riduzione del rischio, della sicurezza degli operatori e dei costi.

In sostanza, sarà il contesto specifico a determinare quale soluzione utilizzare.

Ora la parola passa all’Aula

L’approvazione in Commissione rappresenta il primo passaggio dell’iter istituzionale.

La proposta dovrà ora essere sottoposta al Consiglio regionale della Lombardia. Se sarà approvata dall’Aula, potrà quindi essere trasmessa al Parlamento, al quale spetterà valutare l’eventuale introduzione di una disciplina nazionale sul distacco artificiale delle valanghe.

L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare una pratica già utilizzata in diverse aree alpine in uno strumento regolamentato e uniforme: intervenire prima che la montagna faccia da sola, scegliendo quando e come far cadere la neve pericolosa e riducendo così i rischi per chi vive e lavora nei territori montani.

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