SOMMA LOMBARDO – Un uomo di 45 anni è stato arrestato dai Carabinieri e condotto in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati nei confronti dell’ex compagna e dei loro cinque figli minorenni.
La misura cautelare è stata disposta dal gip del Tribunale di Busto Arsizio, su richiesta della Procura, al termine di un’indagine che avrebbe ricostruito una serie di abusi fisici e psicologici iniziati almeno nel 2020.
Le violenze contestate
Le indagini sono state avviate anche sulla base delle relazioni dei Servizi sociali e delle dichiarazioni raccolte attraverso l’ascolto protetto delle persone coinvolte.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 45enne, spesso in stato di ebbrezza, avrebbe instaurato all’interno dell’abitazione un clima di paura. L’uomo avrebbe insultato, minacciato e controllato ossessivamente la compagna, aggredendola con spinte, schiaffi, pugni e calci, anche in presenza dei figli.
Le condotte contestate avrebbero coinvolto direttamente anche i minori, costretti ad assistere alle violenze contro la madre e, in diverse occasioni, divenuti essi stessi bersaglio delle aggressioni.
Le minacce nonostante il divieto di avvicinamento
Nell’agosto 2026 il Tribunale per i minorenni di Milano aveva già disposto l’allontanamento dell’uomo e il divieto di avvicinamento alla famiglia.
Il 19 settembre, tuttavia, il 45enne avrebbe violato il provvedimento inviando all’ex compagna diversi messaggi vocali contenenti esplicite minacce di morte. La donna ha segnalato immediatamente l’accaduto ai Carabinieri, che hanno acquisito la documentazione digitale.
L’uomo è stato quindi arrestato in flagranza differita, istituto previsto per i casi di violenza domestica quando la condotta è documentata in modo inequivocabile e l’intervento avviene entro 48 ore.
Dal braccialetto elettronico al carcere
Il giorno successivo, durante il giudizio per direttissima, il Tribunale di Busto Arsizio aveva convalidato l’arresto, disponendo il divieto di avvicinamento alla donna e l’applicazione del braccialetto elettronico.
Successivamente, tenuto conto della gravità delle contestazioni, della presunta pericolosità dell’indagato e dell’inadeguatezza di misure meno restrittive, il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Il 45enne è stato rintracciato dai Carabinieri e trasferito in istituto penitenziario, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il procedimento si trova nella fase delle indagini e le responsabilità dell’uomo dovranno essere accertate nelle successive fasi processuali.













