MILANO – Restituire valore ai territori compromessi dall’inquinamento, recuperare le aree industriali dismesse e trasformare le bonifiche in occasioni di sviluppo economico, ambientale e sociale. Sono questi i temi al centro della giornata conclusiva del 7° Forum regionale per lo Sviluppo Sostenibile, in programma venerdì 16 ottobre, dalle 9 alle 13, nella Sala Biagi di Palazzo Lombardia, a Milano.
L’appuntamento, promosso da Regione Lombardia attraverso l’Assessorato all’Ambiente e Clima guidato da Giorgio Maione, sarà dedicato al tema «Disinquinamento e rigenerazione territoriale» e riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo, della ricerca, delle associazioni di categoria e del terzo settore.
Un confronto che punta a mettere in relazione due questioni strettamente connesse: da una parte la necessità di risanare suoli e falde segnati da decenni di attività industriale, dall’altra l’opportunità di restituire queste aree alle comunità, evitando nuovo consumo di suolo e creando le condizioni per nuovi investimenti.
Maione e la sfida di trasformare le bonifiche in opportunità
A rappresentare il governo regionale, insieme al presidente Attilio Fontana, sarà l’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, che interverrà in apertura dei lavori.
Proprio l’Assessorato guidato da Maione ha promosso il percorso del Forum 2026, costruito attorno ad alcune delle principali sfide ambientali della Lombardia: il risanamento dei siti contaminati, la tutela delle risorse idriche, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la valorizzazione del patrimonio naturale e il recupero delle aree degradate.
Al centro della giornata milanese ci sarà una questione particolarmente rilevante per una regione dalla forte vocazione industriale come la Lombardia: come trasformare le passività ambientali del passato in nuove opportunità per il futuro.
Il tema non riguarda soltanto gli interventi tecnici di bonifica, ma coinvolge direttamente la competitività delle imprese, l’attrattività dei territori, la qualità della vita e la capacità delle amministrazioni di accompagnare i processi di trasformazione.
La sfida affrontata dall’Assessorato regionale è dunque quella di considerare il risanamento ambientale non come un intervento isolato, ma come il primo passaggio di un percorso più ampio di rigenerazione, nel quale tutela dell’ambiente e sviluppo economico possano procedere insieme.
Una Lombardia con circa duemila siti contaminati
La dimensione del problema emerge dai numeri contenuti nei materiali preparatori del Forum. In Lombardia si contano circa 2.000 siti contaminati o potenzialmente contaminati e oltre 3.000 cave cessate da risanare.
Un patrimonio di aree che rappresenta una delle eredità più complesse della storia industriale regionale, ma anche un potenziale importante per nuove funzioni produttive, energetiche, ambientali e sociali.
Il Forum affronterà anche il tema dei cosiddetti siti orfani, aree contaminate per le quali non è possibile individuare il responsabile dell’inquinamento o nelle quali quest’ultimo non interviene. Situazioni che richiedono un’azione pubblica e per le quali il PNRR ha previsto specifiche risorse.
Accanto agli strumenti amministrativi e finanziari, verranno approfondite le innovazioni tecnologiche che consentono di rendere gli interventi di bonifica più efficaci e meno impattanti, anche attraverso soluzioni che integrano il risanamento dei terreni con la produzione di energia rinnovabile.
Dal Lago di Varese a Seveso, un Forum che ha attraversato la Lombardia
La giornata del 16 ottobre rappresenta il punto di arrivo di un percorso promosso dalla Regione e sviluppato nel corso dell’anno attraverso numerose iniziative territoriali.
Tra gli appuntamenti più significativi figurano il convegno dedicato alla valorizzazione delle miniere dismesse, la presentazione della Strategia regionale di adattamento al cambiamento climatico, gli approfondimenti sull’inquinamento delle falde nel Nord Milano e le iniziative per il cinquantesimo anniversario del disastro di Seveso.
Un ruolo importante ha avuto anche il Lago di Varese, protagonista il 13 settembre dell’iniziativa «Il Lago che vogliamo», durante la quale è stato tracciato il bilancio del settimo anno dell’Accordo quadro di sviluppo territoriale dedicato al suo risanamento.
Esperienze diverse, accomunate dall’obiettivo di costruire politiche ambientali capaci di produrre risultati concreti e di coinvolgere amministrazioni locali, cittadini, imprese e mondo scientifico.
Oltre venti relatori tra istituzioni, ricerca e imprese
Dopo i saluti istituzionali del presidente Fontana e dell’assessore Maione, la mattinata entrerà nel vivo con una prima sessione dedicata ai «Suoli sani, una sfida tecnologica e di governance».
Tra gli interventi figurano quelli di ISPRA, dell’Università degli Studi di Brescia con Mentore Vaccari, di ARIA S.p.A. con il direttore generale Lorenzo Gubian e di ENI Rewind, rappresentata da Guido Bonfedi.
Seguiranno quattro sessioni tematiche dedicate alle esperienze di bonifica e rigenerazione, alla resilienza dei territori, alla coesione sociale e al ruolo della cultura e dell’innovazione.
Nel corso dei lavori saranno presentate esperienze concrete, come il progetto SOL.A.RI di Assolombarda, che punta a integrare il recupero dei suoli industriali con la produzione di energia rinnovabile, e gli interventi di deimpermeabilizzazione e forestazione urbana promossi dalla Città metropolitana di Milano.
Spazio anche al progetto di rinaturazione del Po, alle iniziative per la tutela del verde, al recupero del patrimonio abitativo e al contributo delle università e delle fondazioni alla trasformazione dei territori.
Tra i protagonisti figurano inoltre ANCE Lombardia, WWF Italia, Confartigianato, Confcooperative, Legacoop, Confcommercio, FAI e Fondazione Sodalitas.
A moderare l’incontro sarà Massimiliano Del Barba del Corriere della Sera.
Ambiente, economia e comunità: la prospettiva della Regione
Il filo conduttore dell’iniziativa promossa dall’assessore Giorgio Maione è il superamento di una visione della tutela ambientale limitata alla sola gestione delle criticità.
Bonificare un’area contaminata significa infatti non soltanto eliminare una fonte di rischio, ma anche creare le condizioni per nuovi insediamenti, spazi verdi, servizi, attività economiche e occasioni di aggregazione.
È in questa prospettiva che il Forum mette allo stesso tavolo amministrazioni pubbliche, imprese, università e rappresentanze sociali: la rigenerazione territoriale richiede investimenti, innovazione tecnologica, semplificazione amministrativa e collaborazione tra soggetti diversi.
Per la Lombardia, che concentra una parte significativa del patrimonio industriale nazionale, si tratta di una sfida strategica. E la giornata conclusiva del Forum sarà l’occasione per mettere a confronto esperienze, strumenti e proposte capaci di trasformare il risanamento ambientale in un fattore di sviluppo.
L’appuntamento è per venerdì 16 ottobre, dalle 9 alle 13, nella Sala Biagi di Palazzo Lombardia. La partecipazione è gratuita.













