ROMA – Nel 2025 più di 5,4 milioni di persone, in 2,1 milioni di famiglie, vivevano in povertà assoluta. È il 9,3% della popolazione. Il rapporto Istat, pubblicato il 15 ottobre 2026, rileva un lieve calo rispetto al 2024, ma la differenza non è statisticamente significativa. La povertà relativa coinvolge quasi 8,7 milioni di persone.
I minori sono tra i più esposti: il 12,5% vive in povertà assoluta, contro l’8,9% degli adulti tra 35 e 64 anni e il 6,1% degli over 65. In presenza di figli, anche il lavoro può non bastare: la povertà riguarda il 14,3% delle famiglie con persona di riferimento operaia e il 15,5% quando ci sono minorenni.
La condizione abitativa segna un divario netto. Tra le famiglie in affitto è povero il 20,9%, quota che sale al 28,7% se ci sono minori. Tra i proprietari l’incidenza è del 4,5%.
Il Mezzogiorno resta l’area più colpita, con il 9,6% delle famiglie in povertà assoluta. Nel Nord se ne contano però 954mila, pari al 45,3% del totale nazionale. Le famiglie con almeno cinque componenti registrano un’incidenza del 19,2%.
La povertà assoluta interessa il 29,8% degli stranieri e il 7,3% degli italiani. In termini assoluti, tuttavia, il 67,1% delle famiglie povere è composto esclusivamente da italiani.













