Addio a Lele Andena, bandiera del Varese e uomo dal cuore grande

Addio a Lele Andena, bandiera del Varese e uomo dal cuore grande
L’ex difensore biancorosso è morto improvvisamente a 79 anni. Giovedì aveva partecipato alla cerimonia per l’intitolazione del piazzale dello stadio a Pietro Anastasi.

VARESE – Soltanto giovedì mattina era davanti al “Franco Ossola”, insieme agli amici e agli ex compagni, per assistere all’intitolazione del piazzale a Pietro Anastasi. Il suo sorriso e il suo sguardo buono avevano accompagnato ancora una volta un momento dedicato alla storia del Varese. A pochi giorni da quell’incontro, Lele Andena è morto improvvisamente all’età di 79 anni.

La notizia lascia un vuoto profondo nel mondo del calcio varesino e tra le tante persone che lo avevano conosciuto. Andena era rimasto legato per tutta la vita ai colori biancorossi, partecipando sempre con entusiasmo alle iniziative capaci di riunire le vecchie glorie e mantenere viva la memoria del Grande Varese.

Dalla Gallaratese alla Serie A con il Varese

Difensore nato nel 1947, Andena era cresciuto calcisticamente nella Gallaratese. Nel 1968 era approdato al Varese, con il quale aveva giocato fino al 1974, disputando tre stagioni in Serie A e altrettante in Serie B.

Successivamente aveva vestito la maglia dell’Atalanta, dove era rimasto dal 1974 al 1979. Amava ricordare di non essere mai stato espulso durante la propria carriera: un dato che raccontava il suo modo di stare in campo, determinato ma corretto, coerente con l’uomo rispettoso e leale che era anche nella vita.

Il calcio gli permetteva ancora di «sentirsi giovane». Continuava a seguirlo, a raccontarlo e a viverlo attraverso gli amici, gli incontri e le partite, mantenendo intatto lo spirito di chi aveva conosciuto gli anni più importanti della storia biancorossa.

Il lavoro e i campi lasciati al territorio

Conclusa l’attività agonistica, Andena aveva portato competenza e passione nel proprio lavoro con Limonta, azienda leader nel settore dei manti sintetici.

Era stato un precursore nella diffusione dei nuovi terreni di gioco, contribuendo alla realizzazione di numerosi campi nel Varesotto. La sua esperienza aveva lasciato un segno all’antistadio di Varese e negli impianti di società come Varesina, Bosto, Gavirate, Morazzone e Caronnese, oltre che in molti altri club e oratori.

Per Andena il campo non era soltanto una struttura sportiva, ma un luogo nel quale i ragazzi potevano incontrarsi, divertirsi e crescere. Un’idea semplice e concreta del calcio, la stessa che aveva accompagnato la sua vita.

Il legame con il Grande Varese

Lele non mancava mai quando si trattava di ritrovare i protagonisti della storia biancorossa. Era stato presente anche all’ultimo raduno delle vecchie glorie al ristorante Mariuccia della Schiranna e partecipava abitualmente agli incontri organizzati al Cuor di Sasso di viale Borri.

In quelle occasioni contribuiva con la sua allegria a tenere unito il gruppo e a rinsaldare il rapporto con una stagione sportiva che continua a occupare un posto speciale nella memoria della città.

La sua ultima apparizione pubblica davanti allo stadio, per rendere omaggio ad Anastasi, assume oggi un significato ancora più intenso: l’ultimo saluto di un uomo che del Varese non era stato soltanto un giocatore, ma era rimasto per sempre parte della sua famiglia.

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