VARESE – È morto Mattia Prevosti, cantautore e figura centrale della scena musicale varesina. La notizia ha suscitato profonda commozione tra amici, artisti e frequentatori dei tanti concerti che aveva promosso nel corso degli anni.
Nato a Varese nel 1985, Prevosti aveva legato il proprio nome non soltanto alla produzione musicale, ma anche alla vita culturale e notturna della città. Come direttore artistico della Vecchia Varese, locale gestito insieme alla madre Daniela e al padre Gian Battista, aveva offerto spazio a musicisti rock, blues e cantautori, contribuendo alla crescita di numerose realtà locali.
Dai cantautori al rock indipendente
La passione per la musica era iniziata durante l’adolescenza, con l’ascolto dei grandi cantautori italiani e una particolare attenzione alla scrittura dei testi. Dal 2000 si era avvicinato al rock, esibendosi sui palchi della provincia con diverse formazioni e componendo i primi brani.
Negli anni aveva trovato i propri principali riferimenti nella scena indipendente italiana. Afterhours, Moltheni, CSI e Giorgio Canali avevano contribuito a plasmare il suo linguaggio musicale e la sua sensibilità artistica.
Proprio con Canali nacque un rapporto particolare. Durante un concerto tenuto a Varese nel 2010, Prevosti salì improvvisamente sul palco con la chitarra per suonare insieme a lui. Da allora, quando lo riconosceva tra il pubblico, Canali lo invitava spesso a raggiungerlo per alcuni brani.
Il sogno diventato un disco
Da quell’incontro prese forma il progetto di realizzare un album di inediti con l’artista che aveva a lungo ammirato. Il lavoro venne registrato tra marzo e novembre del 2017 nello studio di Stewie DalCol a Bassano del Grappa, con la partecipazione dello stesso musicista.
Nacque così “Le Gabbie dei Tori”, un disco composto da undici brani nei quali la scrittura cantautorale si intreccia con sonorità rock e indipendenti. Un lavoro complesso e personale, lontano dalle formule più commerciali e fondato sulla ricerca delle parole, delle immagini e delle emozioni.
La sua ultima incisione, “Tutto Questo Tempo”, è stata pubblicata il 6 ottobre 2026, pochi giorni prima della scomparsa. Resta l’ultima testimonianza artistica della sua voce e della sua sensibilità.
La Vecchia Varese e la comunità musicale
Alla Vecchia Varese, Mattia Prevosti non si limitava a programmare concerti. Aveva costruito nel tempo un luogo nel quale musicisti, pubblico e realtà culturali potessero incontrarsi, sperimentare e condividere nuovi progetti.
Negli ultimi mesi, durante la malattia, il suo profilo social era stato raggiunto da moltissimi messaggi. Amici e colleghi gli avevano dedicato pensieri, fotografie e canzoni, rendendo visibile il legame profondo costruito da Mattia con la comunità musicale.
La camera ardente è stata allestita presso la Casa funeraria Sant’Ambrogio, in via Mulini Grassi 10 a Varese.













