SARONNO – La vertenza Barco entra nella fase più dura. La multinazionale belga ha avviato una procedura di licenziamento per 46 dipendenti a tempo indeterminato dello stabilimento di Saronno. Sommando i 25 lavoratori interinali il cui contratto dovrebbe concludersi, sono complessivamente 71 i posti coinvolti nella riorganizzazione.
A comunicare i numeri sono Fim Cisl dei Laghi, Fiom Cgil Varese, Uilm Uil Varese e la Rsu aziendale. La procedura interessa tre quadri, 13 impiegati e 30 operai.
La decisione arriva dopo l’annuncio del trasferimento di oltre la metà della produzione saronnese verso la Cina. Secondo le informazioni diffuse dai rappresentanti dei lavoratori, il piano avrebbe un impatto pari al 40% sull’area produttiva e al 30% su quella impiegatizia.
I sindacati chiedono il ritiro della procedura
«Le organizzazioni sindacali, le lavoratrici e i lavoratori respingono con fermezza la procedura di licenziamento avviata da Barco e la conclusione dei contratti interinali di 25 dipendenti e ne chiedono l’immediato ritiro», dichiarano unitariamente le sigle metalmeccaniche e la Rsu.
Il confronto era iniziato già alla fine di settembre, quando la presentazione del progetto di riorganizzazione aveva portato alla proclamazione dello stato di agitazione. La successiva decisione di spostare oltre il 50% della produzione all’estero aveva fatto scattare scioperi e fermate quotidiane di mezz’ora per ciascun turno.
Con l’apertura formale della procedura, il timore di una drastica riduzione dell’organico è diventato concreto. Secondo i sindacati, la scelta della società «compromette il futuro occupazionale dei lavoratori, delle loro famiglie e del territorio saronnese».
«Non è accettabile – proseguono – che il peso delle scelte aziendali venga trasferito sulle persone e che 71 lavoratori siano trattati come semplici numeri».
Otto ore di sciopero e cancelli bloccati
Dopo lo sciopero proclamato per giovedì 22 ottobre, accompagnato da un’assemblea del personale, la mobilitazione proseguirà nella giornata di venerdì 23 ottobre.
Fim, Fiom, Uilm e Rsu hanno indetto otto ore di astensione dal lavoro per tutte le maestranze. Dalle 11 alle 14 si svolgerà inoltre un presidio davanti allo stabilimento di Saronno, con il blocco dei cancelli annunciato dalle organizzazioni sindacali.
«Chiediamo il ritiro immediato della procedura e l’apertura di un confronto serio e vincolante, finalizzato alla tutela dell’occupazione», affermano i rappresentanti dei lavoratori.
La protesta proseguirà fino a quando, sostengono le sigle, non sarà avviato «un confronto concreto e credibile». Per i sindacati, la difesa dei posti di lavoro non riguarda soltanto i dipendenti direttamente coinvolti, ma anche il futuro industriale dello stabilimento e l’intero territorio saronnese.













