Donna uccisa a Cuirone con almeno 15 coltellate: il compagno confessa

Donna uccisa a Cuirone con almeno 15 coltellate: il compagno confessa
Marco Panichi si è presentato ai carabinieri in Abruzzo dopo un viaggio di 730 chilometri. Lunedì comparirà davanti al gip. La sua versione della colluttazione dovrà essere verificata attraverso autopsia, rilievi e analisi del Ris.

VERGIATE – Avrebbe lasciato il corpo della compagna nella camera da letto dell’abitazione di Cuirone e guidato per circa 730 chilometri fino all’Abruzzo. Una volta raggiunta la casa del padre, Marco Panichi, 53 anni, si è presentato alla caserma dei carabinieri e ha dichiarato: «Ho ucciso una donna».

La vittima è Grey Noralba Sanmartin Villalba, cittadina colombiana di 36 anni legata all’uomo da circa un anno e mezzo. Sul suo corpo sarebbero state riscontrate almeno quindici ferite da arma da taglio, ma sarà l’autopsia a stabilire con precisione numero e natura dei colpi e causa della morte.

Panichi è stato sottoposto a fermo e si trova nel carcere di Avezzano. È assistito dall’avvocato Leonardo Casciere e comparirà lunedì davanti al giudice per le indagini preliminari. Gli atti saranno poi trasmessi alla Procura di Busto Arsizio, competente per il territorio, dove il fascicolo verrà seguito dal pubblico ministero Ciro Caramore.

L’allarme arrivato dall’Abruzzo

I carabinieri hanno raggiunto la casa di vicolo Ronchetto a Cuirone nella serata di giovedì, dopo una segnalazione partita da Avezzano. Dal momento del delitto sarebbero già trascorse più di dodici ore.

Nell’abitazione, un rustico ristrutturato preso in affitto dal cinquantatreenne la scorsa estate, i militari hanno trovato il corpo della donna e un coltello nelle vicinanze. La casa è stata esaminata dagli specialisti dell’Arma, che hanno raccolto tracce e campioni destinati alle analisi del Ris.

Il sopralluogo è stato effettuato anche alla presenza del magistrato. Gli accertamenti dovranno chiarire la sequenza degli eventi, la posizione dei due all’interno della stanza e l’origine delle ferite riscontrate sull’indagato.

La versione fornita dall’uomo

Nel corso delle prime dichiarazioni, Panichi avrebbe sostenuto di essere stato aggredito dalla compagna al culmine di una lite. Secondo il suo racconto, la discussione sarebbe iniziata dopo che la donna aveva trovato in un vecchio telefono la fotografia di una precedente conoscente.

«Ho cercato di spiegarle che fosse un’immagine vecchia, di una donna che frequentavo prima di lei ma Grey ha iniziato a colpirmi», avrebbe dichiarato il cinquantatreenne. L’uomo ha inoltre mostrato ferite agli arti superiori, successivamente medicate in ospedale, affermando: «Ho cercato di ripararmi dalle coltellate e poi ho reagito».

Si tratta della versione difensiva dell’indagato, che al momento non risulta confermata da riscontri indipendenti. La natura delle lesioni, la compatibilità del suo racconto con la scena del crimine e l’effettiva dinamica della colluttazione saranno valutate dagli investigatori e dai consulenti medico-legali.

Anche le testimonianze sulle precedenti discussioni della coppia e le dichiarazioni relative al comportamento della vittima dovranno essere sottoposte a verifica e non possono, allo stato, essere considerate fatti accertati.

Una relazione nata sui social

Panichi, originario di Civitella Roveto e titolare di un’attività termoidraulica, si era trasferito a Vergiate nel mese di agosto. La compagna viveva invece nelle Marche e lavorava stagionalmente come barista.

I due si erano conosciuti attraverso TikTok e avevano successivamente consolidato una relazione a distanza. In questi giorni la trentaseienne aveva raggiunto il compagno a Cuirone e la coppia avrebbe programmato una breve vacanza in una struttura termale.

Il corpo di Grey Noralba Sanmartin Villalba è stato trasferito all’obitorio di Pavia, dove verrà eseguita l’autopsia. Panichi resta sottoposto a fermo: ogni responsabilità penale dovrà essere accertata nel procedimento e con sentenza definitiva.

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