Un traliccio di 30 metri sulla collina di Laveno: scatta la protesta di Legambiente

Un traliccio di 30 metri sulla collina di Laveno: scatta la protesta di Legambiente
L'associazione ambientalista contesta il progetto del nuovo traliccio sulla collina che domina il paese e il lungolago. Sabato 14 novembre un'assemblea pubblica per spiegare le ragioni del no. Il sindaco Bresciani: «Stiamo valutando alternative per evitare di deturpare il parco».

Un traliccio alto circa 30 metri destinato alla telefonia mobile, proprio sulla collina di Forte Castello, uno dei punti più riconoscibili del paesaggio di Laveno Mombello. È il progetto contro il quale si sta mobilitando Legambiente, preoccupata per l’impatto che la nuova infrastruttura potrebbe avere sull’area verde e sul profilo panoramico del paese.

Dopo aver già manifestato la propria contrarietà nelle scorse settimane, il Circolo Legambiente «Valcuvia e Valli del Luinese» APS passa ora a un’iniziativa pubblica. L’obiettivo è coinvolgere la cittadinanza, illustrare i possibili effetti dell’intervento e chiedere che vengano prese in considerazione soluzioni alternative.

Assemblea pubblica e raccolta firme

Il primo appuntamento è fissato per sabato 14 novembre alle 17, nella Sala Civica di piazza Italia a Laveno Mombello. Durante l’assemblea saranno approfonditi gli aspetti tecnici e autorizzativi del progetto, insieme alle possibili conseguenze sul paesaggio.

Legambiente chiarisce di non voler ostacolare il miglioramento della copertura telefonica o l’innovazione tecnologica, ma contesta la scelta dell’area individuata per ospitare l’impianto.

«Non siamo contro l’innovazione tecnologica o la copertura di rete – spiegano i promotori della mobilitazione – ma riteniamo inaccettabile che si sacrifichi un patrimonio storico del nostro comune. Un traliccio di 30 metri deturperebbe irrimediabilmente il profilo della collina San Michele. Esistono soluzioni alternative meno impattanti per il paesaggio e la salute pubblica che l’amministrazione e il gestore devono prendere in considerazione».

In occasione dell’incontro partirà anche una raccolta firme cartacea per chiedere la sospensione dell’intervento e lo spostamento dell’antenna in una zona considerata meno delicata dal punto di vista ambientale e paesaggistico.

L’invito a partecipare è rivolto a cittadini, associazioni e rappresentanti politici del territorio.

Il sindaco: «Stiamo cercando alternative»

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Laveno Mombello, Bruno Bresciani, che ha confermato la volontà dell’amministrazione di verificare se esistano possibilità diverse rispetto alla collocazione prevista.

«Siamo a conoscenza di questa situazione che abbiamo ereditato da decisioni fatte durante la precedente amministrazione. Stiamo cercando di capire se è possibile utilizzare un’antenna già esistente sul territorio, così da evitare che venga deturpato il parco, o individuare altre soluzioni».

Una posizione che lascia aperta la possibilità di un’alternativa all’installazione prevista a Forte Castello. La questione si sposta quindi sul terreno del confronto tra le esigenze di potenziamento della rete telefonica, la tutela del paesaggio e la ricerca di una collocazione meno invasiva per l’infrastruttura.

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google