Presi i violentatori della Caffarella, “agito per dispetto”

Presi i violentatori della Caffarella, “agito per dispetto”


Roma, 19 feb. (Apcom)
– L’hanno fatto senza una ragione precisa,
“per dispetto”, mossi da un istinto irrefrenabile scoppiato
quando hanno visto che la ragazza era particolarmente bella e
attraente: una violenza improvvisata, anche se senza alcuna
sevizia, nata da un tentativo di rapina nel giorno di San
Valentino. È durata poco più di tre giorni la fuga dei due
responsabili dell’aggressione nel parco della Caffarella, a Roma,
ai danni dei giovani fidanzatini, 14 anni lei, 16 lui, sfociata
nello stupro della ragazzina, sabato scorso.

La notte scorsa i poliziotti della Squadra mobile di Roma hanno
arrestato due romeni, Alexandru Isztoika Loyos (20 anni, pastore
in Romania) e Karol Racz (36): il primo, preso verso le 4 vicino
al campo nomadi di Primavalle nella capitale, ha confessato le
proprie responsabilità davanti al pm della Procura di Roma
Vincenzo Barba e ha poi indirizzato gli investigatori sulle
tracce dell’altro, che domenica scorsa era scappato in bus a
Livorno. L’hanno trovato in una roulotte in un campo vicino il
porto toscano, ha opposto una certa resistenza ma alla fine è
stato fermato e portato a Roma in mattinata.

Quella della polizia è stata un’operazione “all’antica”, come
l’ha definita il questore di Roma Giuseppe Caruso, con
investigazioni senza il supporto di tecnologie, come invece fu
per il caso di Guidonia, anche perchè non è stato possibile
individuare le tracce lasciate dai cellulari rubati dai romeni
alle vittime. Per Caruso da una parte “la grinta e la forza
eccezionale” dei due giovani nel ricordare i tratti fisiognomici
degli aggressori, dall’altra “la preziosa collaborazione dei
poliziotti romeni” hanno condotto agli arresti.

“E’ stata una corsa contro il tempo”, come ha sottolineato il
capo della Mobile romana Vittorio Rizzi, sviluppata sulla base
dell’identikit ricostruito dai ricordi vivissimi della 14enne che
ha consentito di elaborare una rosa di presunti responsabili: con
l’aiuto di uno schedario della Forestale, i poliziotti hanno
quindi messo a punto una rosa più ristretta di fotografie di
possibili responsabili, selezionando i “frequentatori di parchi”.
In totale circa 700 fotografie che sono state poi sottoposte
all’attenzione delle vittime, “un po’ alla volta, in sedute
diverse: alla settima foto il romeno Alexandru Loyos è stato
riconosciuto. I ragazzi sono stati bravissimi o fortunatissimi”,
ha commentato Rizzi.

Poche le parole della giovane vittima, in preda ad una
comprensibile emozione emotiva: “Ora basta, non voglio più vedere
quel volto e quella foto”.

Dopo il riconoscimento sono scattate le ricerche della polizia,
quasi tutta la Mobile, circa 200 agenti: fino allo stupro di
sabato i due romeni vivevano nel campo nomadi di Primavalle e lo
scorso 24 gennaio erano stati fotosegnalati, con altri nomadi,
dopo lo stupro di via Andersen. I poliziotti hanno infatti di
nuovo raggiunto l’insediamento abusivo nei pressi del quale,
vicino alla stazione Fs di Monte Mario, hanno fermato Loyos:
nella tenda in cui viveva, con un’altra persona, è stato trovato
un paio di pantaloni con macchie di sangue ora al vaglio della
Scientifica. Stava per scappare con un bus verso la Romania.

Loyos, il primo a consumare la violenza, è stato così portato
nella notte in Questura e anche grazie al lavoro dei poliziotti
romeni, diretti dall’ufficiale Marian Mandroc, ha reso “una piena
e ampia confessione” davanti al pm, dando indicazioni sulla fuga
del complice. Saputo che domenica scorsa l’altro romeno si era
diretto a Livorno, gli investigatori hanno preso contatto con i
colleghi della Mobile toscana e hanno puntato l’attenzione su tre
insediamenti abusivi: Racz è stato trovato in una roulotte nel
secondo campo controllato, era pronto per fuggire in Spagna.

Entrambi erano pregiudicati. Nel maggio 2008 il 20enne era stato
oggetto di un provvedimento di espulsione poi non convalidato
perchè si era reso irreperibile: Loyos era stato arrestato e
condannato in Italia per furto e aveva lasciato il carcere dopo
aver scontato la pena. Il complice invece, il 36enne, era in
Italia da pochissimo tempo e non aveva precedenti penali nel
nostro Paese: era stato condannato in Romania per furto aggravato
e aveva scontato tre anni di carcere tra il 1999 ed il 2002.

A loro carico, per ora, ci sono prove solo sulla violenza della
Caffarella, anche se si lavora ad un eventuale coinvolgimento
nello stupro di via Andersen al Quartaccio, il che per il
questore “non è da escludere”. Domani il pm Barba inoltrerà
all’ufficio del giudice delle indagini preliminari la richiesta
di convalida dei fermi dei due: dopo gli interrogatori, che
potrebbero svolgersi venerdì o al massimo sabato, il magistrato
solleciterà l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in
carcere dove, nel frattempo, Loyos e Racz rimangono in isolamento.
Sav

MAZ

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