Roma, 20 feb. (Apcom) – “Vogliamo passare dalle ronde ‘fai da te’
ai volontari della sicurezza che potranno agire sulla base di
norme ben precise”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto
Maroni, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi sul varo del
dl anti-stupri. Precisando che da parte del presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, “non è arrivato nessun veto e
nessun invito a non inserire norme che erano già state approvate
da un ramo del Parlamento, compresi i volontari della sicurezza”.
“I cittadini – ha spiegato Maroni illustrando il decreto –
potranno partecipare a forme di presidio e controllo del
territorio” ma “in modo regolato”. Il ministro ha infatti
ricordato che in molte città – il titolare del Viminale ha citato
quelle guidate da giunte di centrosinistra, da Bari a Firenze – è
un fenomeno che già accade: “Va regolato”. Quindi il decreto
approvato prevede “la possibilità per i sindaci di avvalersi
della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati per
segnalare agli organi di polizia eventi che possono arrecare
danno alla sicurezza urbana o situazioni di disagio sociale”.
Maroni ha citato l’esempio dell’associazione milanese ‘City
Angels’ che “esiste da 15 anni”. Quindi il ministro ha fatto
sapere che emanerà un decreto entro 60 giorni dalla conversione
in legge del decreto approvato oggi dal Cdm determinando “gli
ambiti operativi, i requisiti per l’iscrizione delle associazioni
nell’elenco che ogni Prefetto dovrà tenere”.
L’elenco delle associazioni dei volontari della sicurezza saranno
“sul modello di quelle dell’anti-racket”, ha spiegato Maroni.
Bac/Luc
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