Bruxelles, 20 feb. (Apcom – Nuova Europa) – I Balcani si
affiancano all’Africa come nuova rotta del traffico di cocaina
diretta all’Europa, e proprio questo provoca un considerevole
calo dei prezzi sul mercato del Vecchio continente. E’ questo
l’allarme lanciato nel rapporto annuale dell’Organismo
internazionale di controllo degli stupefacenti delle Nazioni
unite, presentato oggi a Bruxelles. “Il contrabbando attraverso i
Paesi dell’Europa orientale si è molto sviluppato negli ultimi
anni. Questo indica una nuova tendenza in questo traffico, ovvero
che la cocaina che arriva sui mercati clandestini dell’Europa
occidentale transita sempre di più attraverso la rotta dei
Balcani, usati tradizionalmente per il traffico di oppiacei”,
avverte l’agenzia Onu.
“Il volume totale di cocaina sequestrata nell’Europa dell’Est è
cresciuta in maniera spettacolare nel 2007, alla luce soprattutto
di un importante sequestro da 480 kg” effettuato in Macedonia, si
legge nel rapporto. Tuttavia, “circa il 27% della cocaina
consumata ogni anno in Europa”, pari a circa 40 tonnellate,
continua ad arrivare dall’Africa occidentale, centro di
smistamento e raffinazione delle quantità in arrivo con cargo
dall’America latina.
In alternativa alla ‘via della seta’ attraverso l’Asia centrale e la Russia (dove si stima sia passata 1 tonnellata di ‘merce’ nel 2007), i Balcani restano il canale prediletto per gli oppiacei dall’Afghanistan: secondo una recente stima dell’Interpol, l’80% dell’eroina che arriva in Europa passa per il Kosovo. Il traffico è in aumento sulla rotta settentrionale, che passa per Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria e
Austria, come testimoniano le oltre 2,5 tonnellate sequestrate nel 2007. Le quantità sembrano invece in calo nel tracciato più a sud, che attraversa Grecia, Albania e Macedonia prima di arrivare in Italia. La tratta funziona anche nel senso opposto: l’agenzia Onu stima che attraverso i Balcani e l’Europa dell’Est passa l’80% dell’anidride acetica che serve ai laboratori clandestini afgani per trasformare l’oppio in eroina.
La conclusioni dell’agenzia Onu sono state accolte con filosofia
in Kosovo, spesso accusato di essere l’anello debole della
regione. “A tutti i Paesi mancano la stabilità e l’efficienza per
bloccare questo traffico. Il Kosovo non è un ‘buco nero’ di per
sé, visto che le droghe non provengono da qui. La cocaina e
l’eroina non vengono dai Balcani, ma l’instabilità politica ed
economia hanno il loro peso, e le organizzazioni criminali si
sanno di poterle sfruttare per attraversare i confini più
facilmente”, ha dichiarato alla Associated Press il capo
dell’unità anticrimine della polizia kosovara, Fatos Haziri. “Le
statistiche dell’anno scorso sono il leggero aumento, ma non
abbiamo elementi per dire che è in corso una tendenza
allarmante”, ha aggiunto.
Per quanto riguarda il consumo, l’agenzia Onu riferisce che il
mercato dell’eroina “è stabile o in calo nell’Europa centrale e
occidentale, mentre sarebbe in crescita nella Federazione russa e
in altri Paesi dell’Europa orientale, così come nell’Europa
sud-orientale lungo la rotta dei Balcani”. Secondo le stime delle
Nazioni unite, gli eroinomani in Europa dell’Est sono circa 2
milioni. La Russia, in particolare, è “il più grande mercato
clandestino di oppiacei in Europa”, seguita dall’Ucraina: i
consumatori sarebbero rispettivamente 1,65 milioni e 300.000.
All’abuso di eroina e di altre droghe che prevedono l’uso di
siringhe è legata la diffusione del virus dell’Hiv: in Ucraina è
contagiato l’1,63% della popolazione, in Estonia l’1,4%. La
Repubblica ceca si distingue per il più alto tasso di consumo in
Europa della cannabis, particolarmente basso, invece, in Bulgaria
e Romania. In Russia si segnala anche un gran numero di
laboratori di anfetamine (speed) scoperti nel 2006, circa il 57%
del totale in Europa. In Repubblica ceca, Bulgaria, Lituania,
Moldova, Slovacchia e Ucraina si sono scoperte molte raffinerie
clandestine di metanfetamina, venduta come ‘crystal meth’ o
‘Mdma’.
Alv
MAZ
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