Cracovia (Polonia), 2o feb. (Ap) – Una eventuale risoluzione
della crisi nucleare iraniana potrebbe indurre gli Stati Uniti a
riconsiderare il proprio progetto di scudo missilistico in Europa
Orientale: per questo se la Russia vuole scacciare i suoi timori
al riguardo deve impegnarsi con gli altri partner del gruppo dei
“5+1” che conduce il negoziato con Teheran. E’ questo il succo
del messaggio inviato ieri dal segretario alla Difesa americano,
Robert Gates, da Cracovia, dove si è svolto il vertice dei
ministri della Difesa della Nato.
Gates ha detto in conferenza stampa che la nuova amministrazione
Obama vuole rilanciare i rapporti con Mosca dopo la crisi della
scorsa estate seguita all’invasione della Georgia da parte delle
truppe russe, e anche i rapporti tra Nato e Russia stanno stanno
migliorando.
A sei mesi dalla breve guerra russo-georgiana le forze russe
stazionano ancora in alcune aree contese di confine. Per protesta
contro l’invasione, la Nato ha smesso di invitare i
rappresentanti russi ai suoi vertici, ma come ha tenuto a
rassicurare Gates “il gruppo Nato-Russia esiste” ancora.
Il capo del Pentagono non si è sbilanciato sul futuro del
progetto di scudo, che prevede l’installazione di batterie di
missili anti-missile e un sistema radar in Polonia e nella
Repubblica Ceca, per contrastare una eventuale minaccia iraniana.
Gates ha spiegato che Washington riconsidererà il progetto di
scudo “nel contesto delle nostre relazioni con la Polonia e la
Repubblica Ceca” e anche con la Nato e la Russia.
E’ di ieri la notizia che l’Iran ha sufficiente uranio
arricchito per costruire una bomba nucleare. Lo ha detto
l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica delle Nazioni
Unite, che ha appurato come la repubblica islamica abbia prodotto
più materiale nucleare di quanto previsto nei mesi scorsi dagli
esperti internazionali. Teheran avrebbe oggi, secondo i tecnici
dell’Onu, oltre una tonnellata di uranio depositato negli
impianti di Natanz. Una quantità sufficiente ad ottenere i 20
chilogrammi di materiale fissile considerati sufficienti a
produrre un ordigno atomico.
Plg
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