Roma, 20 feb. (Apcom) – La Cgil considera con “grande
preoccupazione” l`inserimento nell`ordinamento italiano delle
ronde, “principio pericoloso perché rappresenta un grimaldello
attraverso cui può avviarsi un percorso di privatizzazione e di
messa in discussione del ruolo dello Stato e quindi delle forze
dell`ordine in materia di sicurezza pubblica”. Lo dichiara il
segretario confederale Vera Lamonica dopo il via libera del
consiglio dei ministri al Dl sicurezza.
“Abbiamo già espresso in più occasioni – continua – la nostra
contrarietà alle ronde, per ragioni di ordine democratico e
costituzionale, ma anche per il rischio che queste finiscano per
essere di intralcio al lavoro delle forze di polizia. E perché
alimentano un clima sociale che nulla ha a che vedere con la
necessità di costruire un vero ed efficace presidio del
territorio”.
Inoltre, sostiene Lamonica, “non si comprendono le ragioni di
necessità e urgenza che giustificano l`inserimento di questa
norma in un decreto legge, se non la volontà di affermare ancora
una volta una sorta di insofferenza per il normale svolgimento
dell`attività parlamentare rispetto alla quale, peraltro, si
attua una forzatura approvando per decreto una norma già bocciata
dal Senato quale quella sul prolungamento del periodo di
detenzione nei CIE per gli immigrati”.
Quanto ai contenuti del decreto, stralciato dal Ddl, la
dirigente sindacale della Cgil apprezza invece “l`incremento
degli organici delle forze di polizia, già pesantemente colpite
dai tagli effettuati, così come l`inasprimento e la certezza
della pena – conclude Lamonica – per i responsabili delle azioni
di violenza sessuale sulle donne”.
Vis
© riproduzione riservata










