Roma, 22 feb. (Apcom) – I fischi del pubblico di San Siro per la sostituzione di Filippo Inzaghi nel finale di Milan-Cagliari sono forse “un segnale che c’è un po’ di insofferenza” nei confronti di Carlo Ancelotti. Ad ammetterlo è lo stesso tecnico rossoneri, dopo il successo interno per 1-0 dei suoi contro i sardi, portato a casa non senza difficoltà anche a causa di una squadra fortemente rimaneggiata. Ma a tenere banco, ancora una volta e specialmente dopo le parole del presidente
Silvio Berlusconi in settimana, è il rapporto tra il tecnico e la società, che dopo sette anni potrebbe essere arrivato al capolinea. “E’ normale che il presidente faccia questo tipo di dichiarazioni, non ci vedo niente di strano, anche a noi dispiace essere raggiunti. Poi le sue parole vengono sempre gonfiate e ingigantite, e alla fine i commenti lasciano il tempo che trovano. Il io rapporto con lui – ha sottolineato Ancelotti a Sky – è molto diverso da quello che viene descritto sui giornali”.
Rapporto personale a parte, però, anche Ancelotti ammette senza
difficoltà che qualcosa tra lui ed il pubblico milanista inizia a
scricchiolare. “Quei fischi – ha spiegato – magari sono un
segnale che c’è un po’ di insofferenza nei miei confronti, così
come nei confronti di Seedorf che viene ripetutamente fischiato.
La convivenza prolungata può portare anche a questo, occorre una
comprensione maggiore probabilmente. Ma il rapporto con la
società va avanti da sette anni ed è sempre uguale, sento
grandissima stima e grandissimo affetto”.
Ancora sui fischi per il cambio tra Inzaghi e Massimo Ambrosini,
il tecnico ha replicato col sorriso: “Se erano rivolti a Inzaghi
erano sbagliati, se erano rivolti a me avevano ragione… potevo
buttare dentro qualche attaccante, in panchina avevo Pato,
Ronaldinho, Kakà, Borriello, e pure Shevchenko”. Peccato che
fossero tutti indisponibili e in tribuna.
E allora, contro un Cagliari in forma, l’1-0 sofferto va più che
bene ad Ancelotti. “Abbiamo fatto molto bene per quello che
potevamo fare, era una partita da interpretare in questo modo con
molta attenzione. Abbiamo trovato lo spunto vincente – ha
concluso – e poi abbiamo tenuto fino alla fine. Era una gara da
giocare così, non potevamo fare altro”.
Ant-Caw
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