Derivati; Emissione bond Comune Milano, nove avvisi di garanzia

Milano, 22 gen. (Apcom) – Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano, insieme ai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria presso il Tribunale di Milano, ha notificato nove avvisi di garanzia con l’invito a presentarsi davanti all’autorità giudiziaria nei confronti di nove persone. Si tratta di sette funzionari degli istituti di credito selezionati come “arranger” dal

Comune di Milano per l’emissione obbligazionaria per la ristrutturazione del debito del Comune, di un direttore generale dello stesso ente e di un esperto esterno. L’ipotesi di reato contestata è quella di truffa aggravata nei confronti dell’ente pubblico da parte degli istituti di credito con il concorso dei pubblici funzionari. Le banche coinvolte sono Jp Morgan, Ubs, Deutsche Bank e Depfa.

La truffa sarebbe stata attuata attraverso una falsa
certificazione della sussistenza delle condizioni di convenienza
economica per il Comune per l’emissione del prestito
obbligazionario in vista della ristrutturazione del debito
comunale, invece della rinegoziazione dei mutui contratti in
precedenza. Nella contrattazione con Palazzo Marino gli istituti
di credito coinvolti non avrebbero preso in considerazione, nel
calcolo, della riduzione delle passività totali: l’esistenza di
un precedente contratto derivato e il profitto delle controparti
bancari. In questo modo le passività del Comune sarebbero
aumentate in modo da escludere la convenienza economica
dell’operazione.

Le indagini hanno messo in luce anche una mancata tutela,
garantita all’ente pubblico dalla normativa inglese vigente che
regola tale tipo di contratto (stipulato a Londra) della
qualificazione di “intermediate customer” ad esso spettante e
quindi violando le protezioni di trasparenza come la tutela degli
interessi del cliente, la gestione di conflitti di interesse, il
rapporto di fiducia con la clientela. Queste protezioni sono
assicurate dai principi del Financial Services Authority Handbook
a tale tipologia di clienti.

Dagli atti risulta inoltre che le banche hanno attestato
falsamente immediati vantaggi per il Comune derivanti da una
riduzione di costi per diverse decine di migliaia di euro, in
realtà pari all’illecito profitto ottenuto dagli istituti di
credito, mantenuto occulto nei confronti dell’ente pubblico. Le
banche, a seguito delle condotte illecite nelle diverse
operazioni per la ristrutturazione del debito del Comune di
Milano, dal giugno 2005 all’ottobre 2007, avrebbero guadagnato
complessivamente un importo superiore ai 96 milioni di euro con
pari decremento patrimoniale del Comune di Milano.

Mon-Asa

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