di Farncesco Caielli
PORTO SAN GIORGIO (AP) Slay non si scalda neppure: la schiena gli fa così male che quasi non riesce a camminare, figuriamoci a giocare una partita di basket. La sua faccia triste e inespressiva dà voce ai fantasmi che popolano la mente dei tifosi biancorossi, quasi rassegnati a una disfatta. E invece il parquet di Porto San Giorgio regala a Varese due punti di importanza capitale in chiave salvezza e una grandiosa notizia: questa è una squadra con una forza nascosta che fa paura e una capacità di far fronte alle difficoltà fuori dal normale. Varese ha saputo sfiorare la perfezione, interpretando alla grande una sfida terribilmente difficile, cogliendo una vittoria
meravigliosa in quella che forse è la partita più bella giocata dai biancorossi da quando è iniziato il corso Pillastrini. L’eco del pomeriggio di sabato, passato tra i ragazzi della comunità di San Patrignano si sente ancora forte e, ne siamo certi, ha spinto la Cimberio a gettare il cuore oltre ogni ostacolo. Dopo aver visto ragazzi che hanno saputo rialzare la testa e tornare a vivere dall’inferno della tossicodipendenza, problemi come l’assenza di Slay o il piede dolorante di Thomas diventano delle baggianate. Che si superano così, quasi senza rendersene conto, giocando per quaranta minuti con il sorriso di chi sa di essere il più fortunato tra gli uomini.
Varese vince la partita giocando una partita a scacchi degna di Kasparov. Implacabile nei primi minuti, quando con una partenza devastante sorprende i malcapitati avversari sommergendoli di canestri e intensità. Pronti, via: la Cimberio vola sulle ali di un Martinoni onnipresente e di un Thomas che segna in tutte le maniere e se davvero ha la fascite plantare, ieri sera se l’era dimenticato. Il primo quarto è stato quello dell’attacco perfetto (29 punti segnati), il secondo è stato quello della difesa dura e cattiva: Gergati entra e fa quello che gli riesce meglio, francobollando l’avversario di turno e ringhiandogli addosso tutta la sua grinta. Arrivano palle recuperate, arrivano errori dei padroni di casa che a prima vista possono apparire banali ma che uno sguardo attento riconosce come frutto dell’intensità difensiva varesina.
Dopo il riposo tutti si attendono la reazione di Montegranaro, ma il bello è che se la aspetta pure Varese che torna in campo pronta ad assorbire l’onda d’urto innescata dagli urlacci di Frates in spogliatoio. Viene fuori l’esperienza di Galanda, viene fuori la calma di Childress e la presenza di Antonelli e Martinoni, giocatori veri e pronti.
e.romano
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