Bruxelles, 22 gen. (Apcom) – Il 2009 sarà molto difficile, con
“un livello di incertezza ancora molto alto”, ma il 2010 potrebbe
essere “l’anno del ritorno ai dati positivi”. Parola di
Jean-Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea, che
nel corso di un intervento davanti alla commissione Affari
economici e monetari del Parlamento europeo ha descritto uno
scenario ancora critico, in cui la domanda globale e di
Eurolandia rimarranno “deboli per un periodo protratto” e in cui
“i rischi per la crescita sono chiaramente al ribasso”.
Trichet ha inserito tuttavia alcuni elementi di cauto ottimismo:
i rischi per l’inflazione sono bilanciati, quella in corso è una
situazione di disinflazione e non di deflazione, l’Eurozona
“dovrebbe beneficiare delle ampie e approfondite misure che sono
state decise nelle ultime settimane” dai governi. A condizione
però che nella gestione dei conti pubblici gli Stati membri
agiscano in base alla “disciplina e a una prospettiva a medio
termine”.
Andando oltre la flessibilità consentita dal Patto di stabilità e
di crescita, per Trichet si rischia di far venire meno l’elemento
essenziale della ripresa, ossia la fiducia. “Perseguire un
approccio politico volto alla stabilità e sostenibile è il modo
migliore per preservare e accrescere la fiducia”, ha spiegato,
aggiungendo: “Le misure significative attuate dai governi per far
fronte alle turbolenze finanziarie devono sostenere la fiducia
nel sistema finanziario e allentare la stretta sulla fornitura di
credito alle imprese e alle famiglie”.
Un problema, quello della stretta creditizia, su cui “non è stato
fatto ancora tutto il possibile”, secondo il governatore, il
quale ha ammesso che “c’è bisogno di continuare a esortare le
banche a fare in modo” che il calo dei tassi d’interesse al 2%
sia percepito anche dai cittadini e che i prestiti siano
ripristinati al 100%. Trichet ha anche definito “non accettabile”
la “fragilità del sistema finanziario globale, ossia la mancanza
di resistenza che è stata rilevata in occasione degli attuali
episodi di turbolenza”.
“Dobbiamo trarre tutte le lezioni dalla crisi, senza
compiacimento, considerando che tutti gli elementi del sistema
devono essere significativamente migliorati: la qualità della
gestione del rischio, della gestione della liquidità e la
resistenza complessiva delle istituzioni private, la trasparenza
dei mercati finanziari, la chiarezza degli strumenti finanziari”,
per Trichet, che ha indicato la soluzione nel rafforzamento delle
istituzioni come il Financial Stability Forum e il G20.
Il governatore centrale ha poi definito “infondate” le ipotesi
secondo cui alcuni paesi potrebbero uscire dalla zona euro e ha
rassicurato: “Stiamo assistendo a un processo di disinflazione
nella zona euro, principalmente come risultato di un netto
declino dei prezzi del petrolio e delle materie prime”.
Concludendo: “Attualmente non esiste nessuna minaccia di
deflazione”.
Mar
MAZ
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