Pechino, 24 feb. (Apcom) – La questione delle teste di bronzo
appartenenti alla collezione Yves Saint Laurent e reclamate dalla
Cina rischia di diventare l’ennesimo motivo di tensione
diplomatica nelle già difficili relazioni sino-francesi: Pierre
Bergé, compagno dello stilista francese deceduto, ha detto di
essere pronto a restituire alle autorità cinesi la testa di topo
e la testa di coniglio in bronzo provenienti dal Palazzo d’Estate
imperiale di Pechino se la Cina sarà disposta ad aprirsi ai
diritti umani, a concedere la libertà al Tibet e ad accogliere il
Dalai Lama costretto alla fuga nel 1959. Pechino ha risposto
parlando di “ricatto politico” e giudicando “ridicola” l’offerta
di Bergé.
Ieri la giustizia francese aveva respinto la richiesta di
sospendere la vendita dei due pezzi, parte della collezione che
in queste ore viene battuta all’asta a Parigi, proveniente
dall’associazione per la tutela dell’arte cinese in Europa
(Apace). Le due teste, il cui valore è stato valutato tra gli 8 e
i 10 milioni di euro l’una e che furono trafugate dalle truppe
franco-britanniche durante la Guerra dell’Oppio nel 1860, saranno
battute domani. Oggi il portavoce del ministero cinese degli
Esteri, Ma Zhaoxu, ha di nuovo reclamato la loro restituzione.
Da oggi e fino a mercoledì saranno battuti all’asta i tesori raccolti in oltre mezzo secolo dallo stilista e dal suo compagno Pierre Bergé. Si prevede che i beni saranno venduti per un totale di circa 300 milioni di euro, cifra che sarà devoluta da Berger a un’associazione per la lotta all’Aids. Nel week end decine di turisti, investitori e amanti dell’arte
hanno fatto la fila per ore davanti al Grand Palais, a Parigi, per vedere i 733 pezzi, da quadri di Picasso a sculture egiziane, pronti ad essere battuti. Si tratta di uno dei più grandi eventi mai organizzati dalla casa d’aste Christie’s che si attende oltre mille compratori, ha organizzato 100 linee telefoniche e otto battitori che si alterneranno in questi tre gironi.
Yves Saint Laurent, morto di cancro a 71 anni nel giugno scorso,
e Bergé iniziarono a collezionare oggetti d’arte negli anni
Cinquanta. Ora i compagno dello stilista ha deciso di venderli
perché senza Yves Saint Laurent hanno perso “gran parte del loro
significato”.(fonte Afp)
Chb
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