Roma, 24 feb. (Apcom) – Sarà l’energia il piatto forte del
vertice italo-francese di oggi, quando il premier Silvio
Berlusconi e l’inquilino dell’Eliseo Nicolas Sarkozy firmeranno
l'”importante accordo di cooperazione sull’energia nucleare”
preannunciato dal ministro dello Sviluppo economico Claudio
Scajola. In primo piano ci saranno però anche i trasporti e il
comune interesse di facilitare le comunicazioni transfrontaliere;
la crisi finanziaria e l’economia reale con il ‘nodo’ del settore
auto; le principali tematiche dell’attualità internazionale: dal
Medio Oriente alla sicurezza europea.
Nutrite le delegazioni di entrambi i governi: oltre ai ‘padroni
di casa’ Berlusconi e Sarkozy, a Villa Madama ci saranno i capi
delle diplomazie Franco Frattini e Bernard Kouchner; i titolari
della Difesa Ignazio La Russa ed Hervé Morin; quelli
dell’Economia Giulio Tremonti e Christine Lagarde; i ministri
italiani dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e dei Trasporti
Altero Matteoli che si confronteranno con il francese Jean-Louis
Borloo, ministro di Stato responsabile dell’ecologia, dello
sviluppo e della programmazione durevole (con competenze estese a
Energia e Trasporti). E ancora: saranno presenti i due ministri
dell’Istruzione Mariastella Gelmini e Xavier Darcos; quelli della
Cultura, Sandro Bondi e Christine Albanel; e i titolari degli
Affari comunitari, Andrea Ronchi e Bruno Le Maire.
Il principale accordo riguarderà “tutti gli aspetti del nucleare, dalla collaborazione in sede europea ai temi della sicurezza, dalla cooperazione tecnologica alla formazione dei tecnici, dallo smantellamento degli impianti alla collaborazione industriale in Paesi terzi” ha anticipato Scajola. Nel clima della ‘pax electrica’ sancita all’ultimo summit di Nizza nel 2007, l’intesa prevede – secondo indiscrezioni di stampa – che Edf partecipi alla
costruzione di una centrale nucleare di nuova generazione in Italia, mentre per Enel si profila una quota (12,5%) della futura centrale Epr di Penly che sarà costruita da Edf. Di questo Scajola e Borloo parleranno già dalle 9.30 del mattino mentre alle 10.50, come è prassi inizieranno i colloqui bilaterali tra Berlusconi e Sarkozy, e anche tra i vari ministri.
Sui trasporti, in particolare, sono in agenda lo stato di
avanzamento della Torino-Lione, le problematiche relative al
supporto alle attività intermodali nei transiti di merci nella
relazione Italia-Francia attraverso il ricorso al progetto AFA
(Autostrade Ferroviarie Alpine), e il sistema dei valichi
stradali e ferroviari (Tenda, Bianco e Frejus –
Cuneo-Breil-Ventimiglia), tema che i francesi intendono
affrontare soprattutto dal punto di vista della sicurezza.
Da protagonisti del G7 finanziario e membri europei del G20,
Tremonti e Lagarde esamineranno le possibili risposte coordinate
alla crisi, sia per gli aspetti finanziari sia per quelli legati
alla situazione dell’economia reale in comparti strategici come
quello dell’auto, dopo le recenti osservazioni di Berlusconi
sugli aiuti francesi alla componentistica che, secondo il
Cavaliere, “sanno un po’ di protezionismo”. Dalle 11.30 alle
11.45 si riunirà invece il Consiglio bilaterale di Sicurezza e di
Difesa, con la partecipazione dei ministri degli Esteri e della
Difesa. Nei precedenti incontri bilaterali, Frattini e Kouchner
affronteranno un’analisi dei più importanti dossier di politica
internazionale: Iran, Balcani occidentali, rapporti con la Russia
e Medio Oriente, anche in vista della conferenza dei donatori per
Gaza che si terrà in Egitto il 2 marzo prossimo, sponsorizzata da
Roma e Parigi.
La Russa e Morin firmeranno, dal canto loro, due protocolli
d’intesa per una maggiore cooperazione nel settore Difesa tra i
due Paesi, uno sulla sicurezza marittima e l’altro
sull’addestramento aeronautico. Altre intese bilaterali
riguarderanno il rafforzamento della collaborazione nel settore
educativo, la cooperazione culturale e le politiche comuni
europee. Di tutto ciò, i ministri riferiranno in plenaria intorno
a mezzogiorno. Prenderanno parte alla fase finale della riunione
anche i due co-presidenti del Foro di Dialogo fra società civili
che si svolgerà a margine del summit, per l’Italia John Elkann e
per la Francia Antoine Bernheim.
In un’intervista al Figaro in edicola
oggi, Berlusconi ha usato parole di apprezzamento per il
contributo di Sarkozy sulla crisi mediorientale; per l'”ottima
collaborazione” fra i due paesi in Libano e in Afghanistan; per
l'”efficace collaborazione” garantita da Roma a Parigi sulle
crisi georgiana e del gas; per la “forza e autorevolezza” con cui
l”hyper-president’ ha gestito il trascorso semestre di
presidenza Ue. “Intendiamo accelerare il lavoro per completare il
Corridoio 5. L’Alta Velocità era nel nostro programma elettorale,
c’è pieno accordo nel governo quindi la Torino-Lione si farà” ha
assicurato il premier.
Quanto a Sarkozy, fonti francesi assicurano che non sarà
accompagnato dalla premiere dame Carla Bruni, a differenza di
quanto scritto da alcuni organi di stampa. Il capo di Stato
francese si tratterrà a Roma solo per un giorno: dopo il vertice
di Villa Madama, salirà al Colle da Napolitano e farà una visita
a Villa Medici prima del rientro a Parigi. Oltre l’agenda
ufficiale all’insegna della massima concertazione e della
comunione di vedute, resta un dubbio: Berlusconi e Sarkozy
affronteranno lo scivoloso argomento della ‘dottrina Mitterrand’
dopo la decisione di Parigi di negare l’estradizione in Italia
dell’ex br Marina Petrella e le voci di un presunto
coinvolgimento francese nella fuga in Brasile dell’ex leader dei
Pac Cesare Battisti?
Cep
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