Gallarate, il mercatocompie cinque secoli

GALLARATE Se ne ha qualche traccia nel Duecento, ma il primo documento ufficiale che lo riguarda risale al 7 luglio del 1542. Oggi al posto dei carri ci sono le bancarelle, ma sempre del mercato di Gallarate si tratta. Cinque secoli di vita che la giunta intende celebrare richiedendo alla Regione Lombardia il riconoscimento quale «mercato a valenza storica di

tradizione». A vergare la domanda il vicesindaco e assessore alle Attività produttive Paolo Caravati, autore anche di una ricerca storica sulle origini del commercio gallaratese. L’autorizzazione al mercato, come detto, fu concessa nel luglio del 1542 da Carlo V d’Asburgo, l’imperatore sul cui regno non tramontava mai il sole. E, già all’epoca, veniva scelto il sabato come giornata di svolgimento. 

Leggendone la storia, si può immaginare un borgo che ogni sabato mattina vedeva le sue vie animarsi e riempirsi di mercanti e di quelli che oggi vengono chiamati consumatori. Per inquadrare meglio la situazione, si pensi che ancora ai primi del Novecento la Contrada del Brodo, oggi in zona pedonale, era in periferia. Mentre la chiesa di San Rocco, a due passi dal centro in corso Sempione, era la cosiddetta chiesa fuori le mura. Esiste un elenco dettagliato dei luoghi in cui le varie merci venivano vendute. 

In estrema sintesi, è questa la storia del mercato di Gallarate, in base alla quale è stato chiesto il riconoscimento alla Regione. Un titolo solo simbolico, non comporta obblighi né particolari finanziamenti, ma che certamente costituisce il giusto tributo a cinque secoli di tradizione commerciale.

f.tonghini

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