Busto Arsizio Il Redentore prepara la lista delle magagne. Anche se sono sempre le stesse, irrisolte, che si ripetono. In attesa che lo sportello del cittadino, appena inaugurato in parrocchia, faccia emergere i problemi, il quartiere si accontenta, si fa per dire, dei suoi soliti disservizi, da anni portati alla ribalta ma ancora in attesa di una soluzione.
In cima alla lista c’è sempre la via Vespri Siciliani, uno degli assi stradali principali per la viabilità di chi vive nella zona: sono ormai anni che se ne chiede la sistemazione, tanto che in passato il consigliere del Pd Alessandro Berteotti promosse una raccolta di firme che ebbe una scontata adesione di massa da parte dei cittadini del Redentore. Ora, a quanto andava dicendo l’ex assessore ai Lavori pubblici Franco Girola, si attenderebbe solo il rifacimento della fognatura prima di procedere alla posa del nuovo manto stradale. Ma il tempo passa e le buche restano. In via Vespri i cittadini non si lamentano solo per il dissesto ormai cronico del fondo stradale, con la beffa della nuova segnaletica orizzontale verniciata in estate sopra l’asfalto pieno di buche che si unisce all’ormai ricorrente problema della strada allagata ad ogni pioggia: ci sono pure gli autobus urbani che sfrecciano a tutta velocità a turbare i residenti, tanto che uno di loro, nel corso dell’ultima assemblea pubblica per il Piano Urbano del Traffico, lanciò un’originale provocazione: «Comune senza soldi? Mettete un autobus-velox in via Vespri Siciliani per rilevare la velocità di certi autisti».
Un altro caso clamoroso è quello delle strade di accesso alla chiesa parrocchiale, che sono private e quindi non vengono dotate dei servizi primari, dall’asfaltatura all’illuminazione fino alla pulizia in caso di neve. Don Giorgio, il parroco, si è sempre adeguato trovando qualche volontario, ma il problema rimane, dato che via Guido D’Arezzo e via delle Lucciole andrebbero rese pubbliche per essere risistemate dal Comune. A chi tocca l’incombenza? Se palazzo Gilardoni fa orecchie da mercante, i parrocchiani del Redentore stanno cercando di convincere
i proprietari attuali a cedere i loro pezzi di strada. Anche in fatto di illuminazione, primo presidio per garantire la sicurezza dei cittadini, ci sono delle carenze. In primis proprio nel parcheggio della chiesa, dove diversi fari non funzionano. «Quando apriremo la palestra il piazzale sarà molto frequentato e il problema diventerà ancora più evidente» fa notare Romano Pinciroli, uno dei promotori dello sportello del cittadino lanciato dalla scorsa settimana dalla parrocchia del Redentore. Stessa musica in via Don Belloli, dove l’illuminazione lascia a desiderare.
C’è poi l’ex tensostruttura di via Salgari, un tempo simbolo del quartiere, oggi ribattezzata “la buca” per la sua posizione sotto il livello della strada: opera dell’architetto Moretti, a suo tempo avveniristica, è stata spontaneamente riconvertita a parcheggio e playground per i cestisti di strada ed è preda dell’incuria. Ma soprattutto, come lamentano chi vive nella zona, dei punti di domanda. «Che intenzione si ha per il futuro di quell’area abbandonata a se stessa?» si chiede Pinciroli, che confida nello sportello. «Alla fine di ogni mese produrremo delle schede, una per ogni assessorato, in cui metteremo in luce i vari problemi segnalati dai cittadini». Basterà ad accendere un po’ di sensibilità in più attorno alle magagne ormai storiche di uno dei rioni più giovani della città?
Andrea Aliverti
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