Roma, 3 nov. (Apcom-Nuova Europa) – Quella di oggi, sarà una
data da ricordare nella storia del Tribunale penale
internazionale dell’Aia per l’ex-Jugoslavia. Radovan Karadzic,
ex-leader dei serbi di Bosnia, parteciperà per la prima volta al
processo che lo vede imputato di crimini di guerra e genocidio.
Fino ad oggi, Karadzic si è rifiutato di presentarsi in aula
perchè “non pronto” a difendersi. Decisione che ha sollevato nei
giorni scorsi proteste da parte dei familiari delle vittime che
hanno manifestato all’Aia e per le strade di Sarajevo.
“Parteciperò all’udienza di martedì 3 novembre”, ha indicato
Karadzic in una lettera inviata al giudice sudcoreano che procede
il processo, O-Gon Kwon. In precedenza, il consigliere giuridico
dell’ex-leader serbo, Marko Sladojevic, aveva preannunciato che
“molto probabilmente” Karadzic sarebbe stato domani in aula
domani, continuando però a boicottare il processo.
Accusato di genocidio e crimini contro l’umanità per il massacro
di Srebrenica e l’assedio di Sarajevo durante la guerra in
Bosnia, il 64enne Karadzic ha chiesto il rinvio del processo per
potersi meglio preparare a difendersi. Ma il giudice sudcoreno
O-Gon Kwon ha dichiarato che “l’udienza può proseguire anche in
sua assenza”, sottolineando che Karadzic ha deciso
“volontariamente e senza equivoci” di non essere presente
“accettandone quindi le conseguenze”.
Nell’udienza di ieri intanto, il procuratore Alan Tieger
ha accusato l’ex-leader dei serbo-bosniaci di essere a conoscenza
dei bombardamenti contro la popolazione civile di Sarajevo
durante i 44 mesi di assedio: “l’accusato sapeva che durante i 44
mesi di assedio di Sarajevo, le sue forze bombardavano e
sparavano contro i civili, creando un clima di terrore per i
cittadini”.
Jan
MAZ
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