GALLARATESE Abusa della figlia dodicenne della compagna, poi si confida con la ex. È stato fermato l’altro ieri a Milano mentre era pronto a fuggire, il sudamericano di 40 anni, regolare in Italia, residente in un Comune del Gallaratese, accusato di aver violentato la figlia minorenne della convivente: la piccola, che nei mesi ha taciuto (la violenza si sarebbe consumata in aprile) riuscendo a sfuggire a nuove avances del “patrigno” minacciando di dire tutto alla madre, è stata alla fine ascoltata.
Ad eseguire il fermo, su ordine del sostituto procuratore di Busto Luca Gaglio, i carabinieri del reparto operativo investigativo di Varese. Un’operazione conclusa in tempi brevissimi: la denuncia dell’abuso subito dalla bimba è arrivata sabato. L’uomo, già in fuga dal Gallaratese, è stato rintracciato e fermato in poche ore proprio per evitare che sparisse.
La presunta violenza consumata dall’uomo ai danni della ragazzina è un tradimento doppio: il più grave è certamente nei confronti della vittima che guardava all’uomo come ad un padre. Il loro rapporto, prima dello stupro, era a detta della madre della bimba sereno: un rapporto padre e figlia nel quale tutti speravano. Il secondo tradimento è nei confronti della compagna: il quarantenne ha infatti violentato la figlia della donna andando poi a confessare tutto all’ex fidanzata che, pare, proprio ex non fosse del tutto. Tra i due insomma esisteva ancora qualcosa e il quarantenne, pare spinto dalla paura, avrebbe detto tutto all’amante occasionale. Che avrebbe a sua volta alzato il telefono e chiamato la compagna ufficiale raccontandole dello stupro. Solidarietà femminile? Istinto materno? Parrebbe di no: l’altra donna avrebbe
denunciato il quarantenne con il solo scopo di distruggere il legame con la convivente, separare la coppia e riprendersi l’amante tutto per sé. La storia sembrerebbe incredibile eppure è vera: l’amante del quarantenne, dopo aver spiegato alla madre della bimba della violenza, l’avrebbe anche pregata di non dire all’uomo che era stata lei a denunciarlo. Insomma una cosa tipo: sbattilo fuori senza fare domande e restituiscimelo. La madre, però, non ha ovviamente agito secondo i consigli della rivale; ha fatto la madre, invece. Ha parlato con la bambina, che inizialmente avrebbe negato per paura e poi avrebbe ammesso, e ha chiamato i carabinieri. A scatenare la paura dell’uomo, tanto da spingerlo a confidare alla ex la violenza sulla bambina, sarebbe stata la paranoia di aver messo incinta la piccola.
Sembrerebbe che per mesi – l’abuso sarebbe stato consumato nell’aprile scorso – l’uomo abbia temuto il peggio arrivando persino a scandagliare la spazzatura di casa, sempre attento a non farsi sorprendere dalla compagna ufficiale, in cerca di qualche indizio. L’uomo insomma cercava di controllare come poteva la situazione e, quando si trovava in casa con la bimba, cercava ancora di abusare di lei. Ma se la prima volta la dodicenne era stata colta di sorpresa, nelle successive occasioni la ragazzina ha saputo difendersi. Come? Minacciando il quarantenne di dire tutto alla madre. Intanto il suo atteggiamento cambiava: il rapporto padre figlia non esisteva più. Anzi, a distanza la madre ha ricostruito i comportamenti che vedevano la bambina diventare fredda, introversa e dura quando il quarantenne era presente e a rifuggire i momenti di solitudine con l’uomo. Poi è arrivata la denuncia; il quarantenne è stato rintracciato a Milano, pronto a fuggire con 1000 euro in tasca pur di sottrarsi alle accuse.
Simona Carnaghi
f.tonghini
© riproduzione riservata










