oma, 10 nov. (Apcom) – No a una nuova accettata sulla
prescrizione, sì al processo breve con durata massima di sei
anni. E’ questa la via mediana tra l’esigenza del presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, di avere uno scudo per i suoi
processi e la richiesta del presidente della Camera, Gianfranco
Fini, di evitare che per annullare i processi di uno si
vanifichino anche quelli dei cittadini in attesa di giustizia.
Ci sono volute due ore di faccia a faccia di buon mattino a
palazzo Chigi tra i due cofondatori del Pdl, presente Gianni
Letta, per trovare questa soluzione che ha evitato quello strappo
che pure ieri sembrava a un passo dal verificarsi. Alla fine il
premier si limita a dire che “è andata bene”, ma è la terza
carica dello Stato, in un’intervista a Sky, a spiegare i termini
del ‘patto’.
Non ci sarà quella che è stata definita prescrizione breve (ipotesi che era gradita al premier) che prevedeva il taglio di un quarto dei termini della stessa. “E’ stata da me e dal presidente Berlusconi – spiega Fini – considerata come un’ipotesi non praticabile perché danneggia i cittadini”. La strada, dunque, sarà quella del processo breve, che riguarderà però solo gli incensurati. “Si è ragionato – sottolinea
il presidente della Camera – sulla possibilità di presentare un ddl per definire tempi certi entro cui si deve svolgere il processo nei suoi 3 gradi. Nei prossimi giorni sarà presentato e sarà relativo alla definizione dei tempi del processo unicamente per gli incensurati”. Una norma che sarà però accompagnata, garantisce il presidente della Camera, dall’arrivo di “cospicue risorse” già in Finanziaria per far funzionare la macchina della giustizia. Bac
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