AREZZO Il punto se lo prende eccome mister Cosco, ma ad un certo punto della gara ha pensato al colpaccio. Anzi ha meditato durante l’intervallo quando ha tolto Bruccini e ha inserito Sarno. Spiega il trainer: «Ho pensato a Sarno perché ho intravisto la possibilità di metterli in difficoltà con gli inserimenti e con le ripartenze». quelle che si aspettava facesse la Pro nel finale perché «potevamo fare meglio anche se avevamo speso tanto nel primo tempo con i due esterni che si sono sacrificati parecchio ed avevo timore che non ne avessero più. Difatti ho dovuto cambiare Baù». Cosco esalta la prestazione dei suoi giocatori perché «hanno avuto la capacità di soffrire, in particolare nel secondo tempo, quando l’Arezzo ha cercato di far valere la sua fisicità con i palloni lunghi dalla trequarti buttati nella nostra area di rigore. Bravo Caglioni con le sue uscite a farsi valere». E sul cuore si sofferma l’analisi del presidente Antonio Tesoro, raggiante per il pareggio, ma anch’egli convinto che si sarebbe potuta chiudere meglio la partita anche se «eravamo stanchi perché abbiamo speso parecchio per tutti i novanta minuti». Un gran punto per il numero uno di Via Cà Bianca «conquistato con intelligenza e bravo il nostro mister a mettere in campo una Pro compatta che ha saputo mettere in difficoltà una bella squadra come l’Arezzo».Poi sottolinea: «Vorrei far presente che noi non eravamo al completo per
le numerose assenze. Però – precisa – oggi (ieri ndr) ho visto una grande spirito di corpo che mi fa sorridere per il futuro». Per il presidente quello di Arezzo «è un punto d’onore e di partenza e dobbiamo proseguire su questa squadra. E poi – parte la stoccata – è sempre una bella soddisfazione portare via punti a casa Ceravolo oltretutto l’Arezzo prima di noi aveva sempre vinto e quindi sono doppiamente contento». Raggiante Matteo Serafini al quale, probabilmente, fa bene l’aria di Toscana per aver disputato la più bella partita della stagione«e questo mi fa piacere che venga sottolineato. Stavamo tutti bene fisicamente e mentalmente perché in settimana abbiamo preparato la partita in maniera molto dettagliata e penso che il pareggio sia meritato». Secondo gol in campionato per Mario Pacilli dopo il primo siglato a Cremona che aveva illuso. Stavolta quel pallone in rete è molto pesante: «Ho praticamente rubato palla a Serafini dentro l’area, ho dribblato ed ho mandato di destro che non è il mio piede e meno male che stavolta è andata bene».Fischiato ed insultato Mirko Barbaglia, l’aretino eretico perché «ho giocato lo scorso anno a Perugia e sia sa che la rivalità dell’Arezzo è proprio con gli umbri e questo non me l’hanno perdonato. Comunque a me le contestazioni danno una carica incredibile e penso di aver fatto una bella gara».Giovanni Toiatutti i servizi sull’edizione di oggi
m.lualdi
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