Omicidio di Giubiano Ucciso per un rimprovero

Omicidio di Giubiano Ucciso per un rimprovero

VARESE Belaib Abdelaziz, 24enne di nazionalità algerina, non ha ancora confessato. Ma ormai sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che sia stato proprio lui ad ammazzare con un fendente il 29enne marocchino Amadah Khalid.Agghiacciante, se confermato, il movente del delitto. Khalid sarebbe stato ucciso per aver rimproverato il suo killer che lo aveva svegliato rientrando troppo tardi. Entrambi, sembra, avevano bevuto. E proprio l’alcol avrebbe acceso la disputa sino alle estreme conseguenze. Khalid, Abdelaziz e un altro extracomunitario (il teste chiave) occupavano quell’albergo per disperati che è l’ex biscottificio di via Maspero. Eppure né la vittima né il carnefice dovevano essere lì. Entrambi erano clandestini ed entrambi erano già stati espulsi. Il marocchino, addirittura, era da poco uscito dal carcere dei Miogni dopo aver scontato una pena per un reato contro il patrimonio. E ad aprile era già stato arrestato dai vigili urbani perché non aveva obbedito all’obbligo di lasciare il Paese. L’algerino, dal canto suo, era stato fermato e identificato appena un mese fa. La telefonata al 112 dei carabinieri arriva alle 9.50 di venerdì. Una voce anonima, ma chiaramente straniera, informa i carabinieri che lì, in quello stabile fatiscente di Giubiano, c’è un morto ammazzato. Le pattuglie ci mettono un attimo ad arrivare

sul posto. Trovano Khalid in una pozza di sangue: è morto durante la notte a causa di una coltellata (ma l’arma del delitto non è ancora stata trovata) che lo ha raggiunto all’inguine e che gli ha squarciato l’arteria femorale. Subito scatta la caccia all’uomo con il supporto del 2° Elinucleo carabinieri di Orio al Serio e degli uomini della compagnia di intervento operativo. Preziosa anche la collaborazione della polizia locale, che ben conosce le persone che bazzicano nell’ex biscottificio. Gli investigatori interrogano gli abusivi di via Maspero, sei o sette persone in tutto. Ma non esistono testimoni oculari: il terzo componente della combriccola racconta quello che sa, ma nell’ora cruciale si sarebbe allontanato per evitare di finire coinvolto nella lite mortale. Carabinieri e vigili ci mettono un attimo a capire che l’assassino potrebbe essere Abdelaziz. Sanno che l’algerino ha una sorta di rifugio anche a Cavaria con Premezzo. Con discrezione, raggiungono il paese e circondano l’alloggio dove di tanto in tanto risiede l’obiettivo. Poi perlustrano la stazione ferroviaria. E lì alle 12.45, seduto su una panchina in attesa del treno, trovano il loro uomo e lo ammanettano. Abdelaziz aveva con sé una valigia con i propri averi e un biglietto ferroviario per Milano.Enrico Romanò

e.marletta

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