Denuncia abuso durante un convegno Choc all’Ipc Verri di Busto

Denuncia abuso durante un convegno Choc all’Ipc Verri di Busto

Busto Arsizio  «Bisogna credere fino in fondo che la giustizia penale interviene, se sapete di situazioni di violenza portatele a conoscenza delle forze dell’ordine, fatelo, fidatevi». Così ha detto mercoledì mattina il sostituto procuratore del Tribunale di Busto Valentina Margio agli studenti dell’Ipc Verri durante il convegno sul tema della violenza sulle donne, ma non poteva immaginare che sarebbe stata immediatamente presa in parola. Una studentessa di una classe terza ha parlato, non di una situazione riferita ad altri ma a se stessa, rivelando una storia drammatica e dolorosa.«Verso la fine dell’intervallo ho notato una ragazza che piangeva – racconta Annitta Di Mineo, insegnante dell’Ipc Verri e organizzatrice del convegno – mi sono appartata con lei per permetterle di parlare in tranquillità e mi ha detto di essere stata violentata in maniera reiterata, non da familiari ma da persone esterne». Fino a quel momento la sedicenne si era tenuta tutto dentro, non aveva rivelato a nessuno quello che aveva vissuto, «nemmeno a sua madre aveva detto nulla», afferma Di Mineo. Però sentendo parlare i vari relatori intervenuti su questo tema non ce l’ha fatta più, «si è sentita protetta dalle istituzioni e ha deciso di sfogarsi», spiega l’insegnante aggiungendo che subito dopo «ho chiamato Silvia Nanni, che al Commissariato di polizia si occupa proprio di violenze su donne e minori, e Valentina Margio e ho lasciato che la studentessa ne parlasse con loro».Alla ragazza «abbiamo chiesto se voleva esternare quanto accaduto, anche perché alcuni suoi compagni l’hanno vista piangere e hanno capito – spiega Annitta Di Mineo – ha detto che non se

la sentiva ma che voleva che annunciassi io questa cosa e così ho fatto al termine del convegno, ovviamente senza rivelare il suo nome». Il messaggio che questo incontro voleva trasmettere era proprio quello di «far esternare situazioni di questo genere qualora gli studenti ne venissero a conoscenza – sottolinea l’organizzatrice – i veri nemici della violenza sono la paura e il silenzio. Questo convegno ha prodotto malauguratamente questo frutto, sono rimasta un po’ scioccata e traumatizzata, però abbiamo avuto l’effetto desiderato».Ieri la studentessa si è recata a lezione e ha avuto «un incontro con la psicologa della scuola – racconta Di Mineo – l’istituto ha subito preso in mano la situazione per poterla aiutare». Da parte loro le insegnanti della studentessa sono rimaste sorprese dalla notizia perché a parte una «forma di chiusura», «non dava avvisaglie – interviene la preside Eugenia Bolis – è una ragazza che segue normalmente le lezioni e il percorso didattico. Niente poteva far presagire una cosa del genere, non avevamo elementi per capire, come invece accade in altri casi. Gli insegnanti sono molto attenti a queste problematiche. Ci voleva un’emozione forte, qual è stata quella del dibattito in cui si è insistito sull’aver fiducia nelle istituzioni, perché lei si dichiarasse». La scuola «si mette a disposizione come sempre per il benessere degli studenti – aggiunge la dirigente – con il servizio di counseling psicologico e la disponibilità a collaborare, come abbiamo già fatto altre volte, con i Servizi sociali e la Polizia di stato». Spetterà alle forze dell’ordine ora valutare quanto riferito dalla studentessa e attuare eventuali provvedimenti.

f.artina

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