GALLARATE «La nascita di questa fondazione rappresenta una novità importante non solo per questa nobile città, ma per tutto il panorama culturale italiano». Parola di Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali, a Gallarate questo pomeriggio, lunedì 30 novembre, per la firma dell’accordo che ha portato alla nascita della Fondazione Galleria d’arte moderna e contemporanea «Silvio Zanella».Dopo l’approvazione dello statuto, venerdì in consiglio comunale, è ufficialmente nato l’organismo che gestirà la nuova Galleria d’arte moderna. «Sono felice di tenere a battesimo questa realtà», ha proseguito l’esponente del governo, «perché conosco e apprezzo gli sforzi compiuti dall’amministrazione in campo culturale». Il ministro cita, oltre alla Gam, anche «la ristrutturazione di due importanti teatri cittadini (il Condominio ed il Popolo, ndr) e l’edificazione di una nuova grande biblioteca pubblica» a Palazzo Minoletti, il cui progetto sarà presentato domani mattina.«Gallarate, almeno tra quelli che conosco io, è il comune che più ha fatto, in questi anni, nell’ambito della cultura», ha sottolineato Bondi, che ha azzardato il paragone con un’altra città che ha saputo fare delle attività culturali il fulcro della propria vita. Il pensiero ministeriale, arrivando a Gallarate, è corso infatti a Barcellona, culla, tra l’altro, dell’architettura modernista. Un paragone che non deve suonare azzardato, perché «spesso è nelle città più piccole che nascono le idee più interessanti e le iniziative più coraggiose». Non solo. «Questa collaborazione tra lo Stato centrale e un ente locale, inserito nell’ottica di una sinergia tra pubblico e privato, può rappresentare un modello da applicare anche in
altre realtà».Di fianco a un ospite così “ingombrante”, al sindaco Nicola Mucci non è rimasto che rivolgere al ministro un ringraziamento «per aver condiviso e sostenuto questo progetto». Una collaborazione che «consentirà di sviluppare importanti sinergie, la prima delle quali si concretizzerà con la Triennale di Milano». Insomma, «oggi si sigla qualcosa di storico, perché una città che investe nella cultura aprendo un museo è una città che sa guardare al proprio sviluppo futuro». Già, gli investimenti. Se si chiede al ministro di quantificarli, la risposta è «vedremo». L’idea è che il Mibac possa servire soprattutto come “ariete” per sfondare porte, ovvero ottenere collaborazioni con importanti realtà museali non solo italiane, altrimenti blindate per la Gam, per quanto supportata dalla Regione e dalla provincia di Varese, anche loro fondatrici della nuova realtà.Concludendo la conferenza stampa, Bondi ha anche voluto comunicare i nomi scelti per rappresentare il ministero all’interno della Fondazione. Per quanto riguarda il comitato tecnico scientifico, l’organo deputato a definire il programma delle attività di concerto con il direttore, il nome scelto è di alto profilo: si tratta di Sandrina Bandera, sovrintendente delle Belle arti di Milano e direttrice della Pinacoteca di Brera. Nel comitato di gestione, invece, entrerà Alain Elkann. E per la presidenza? Difficile pensare che l’elogio rivolto dal ministro ad Angelo Crespi, «l’amico senza il quale tutto questo non sarebbe stato possibile», presente tra il pubblico, possa rappresentare qualcosa di diverso da un’investitura ufficiale per la guida della nuova Fondazione.Riccardo Saporiti
s.bartolini
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