La Yama sbarca in Europa vuole portare a casa la Coppa

La Yama sbarca in Europa vuole portare a casa la Coppa

di Samuele Giardina

Cara Yamamay, non è per mettere pressione, ma qui si fa notizia se si perde. Non solo stasera, intendiamo proprio la Coppa. Perché l’attimo ruggente non diventi fuggente, bisogna tendenzialmente evitare di entrare nella storia dal lato sbagliato, facendosi sgraffignare la Cev dal primo Eczacibasi Istanbul di passaggio, o Uralochka Ekaterinburg che poi è la stessa roba. Chi lo dice? Francesco Pinto, quello che ci mette la grana: «Abbiamo un unico risultato possibile». Poi aggiunge peperoncino l’albo doro recente, dove sono elencate tredici vittorie tricolori in fila. Non ci si deve perdere il sonno e nemmeno il senno, è così e stop, basta farsene una ragione.La Futura, in quest’avventura, ha tre responsabilità distinte: la prima è verso la città di Busto, una cui squadra mai ha svolazzato per spazi aerei stranieri. La seconda è per la pallavolo provinciale, il cui apogeo è raccontato qui sotto

grazie all’epopea di Sumirago, 5.000 anime nel 1995 sul K2 d’Europa. La Yama deve pareggiare i conti e, un domani, alzare l’asticella. Il terzo balzello, infine, è dovuto al movimento nazionale. Seconda competizione dopo la Champions, la Cev lavora da cartina di tornasole: una o due squadre buone ci sono ovunque, ma se si scende di piazzamento ecco uscire la qualità di un paese dove, la quarta classificata, di base distribuisce sberle alle pari grado.Gita nel retrobottega: la teoria dei grandi numeri, prima o poi, imporrà una paglia corta in mano a qualche italiana, e si può aggiungere l’asterisco del tredici. Porta una rogna marcia, per chi ci crede. Non sembrano comunque motivi sufficienti per dubitare di questo gruppo, costruito per alzare il primo trofeo Futura Volley nell’anno del decennale, a calendario il prossimo 25 aprile. Signore, fioretto nel cassetto e giù di clava.

a.confalonieri

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